IL BOOM DELLA PUBBLICITA'

La vita negli anni '50 e '60: non solo Happy Days
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Snowbird
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IL BOOM DELLA PUBBLICITA'

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Negli anni '50 e '60, detti anche anni di rinascita, di benessere, la pubblicita' ebbe un incremento notevole.
C'era uno slogan sulla bocca di tutti: "La Pubblicita'  e' l'anima del Commercio".
Io ho avuto la fortuna di lavorare per due anni (dal 1960 al 1962) in una delle piu'grandi e importanti Agenzie di Pubblicita'  di Milano: lo "Studio Stile".
I soci titolari erano un famoso fotografo e un altrettanto famoso pittore.
L'Agenzia era composta dagli uffici, dove un Direttore Generale teneva i contatti con i clienti, il reparto contabilita' , il reparto archivio di tutte le riviste e quotidiani, il reparto spedizioni del materiale per la stampa, l'ufficio dei due Copywriter (le persone che scrivevano i testi pubblictari, ovvero degli psicologi nel vero senso della parola perche' dovevano con le loro frasi, arrivare all'anima del cliente) un altro argomento era la statistica dalla quale confrontavamo la nostra pubblicita' con altre Agenzie.
Eravamo sei impiegate, io ero la segretaria dei Copywriter e mi divertivo un mondo quando seduta davanti alle loro scrivanie, col mio blocco da stenografa, aspettavo che loro inventavano una frase che doveva colpire il pubblico, soprattutto doveva essere convinto di acquistare un tale "prodotto".
Piu'di una volta ho dato il mio apporto, suggerendo qualche parola o dando il mio parere, a volte contrario a quello che avevano scritto. Ero tenuta in considerazione...facevo parte della voce del pubblico!
L'ambiente era molto bello e simpatico, ogni tanto venivo chiamata dal fotografo per fare qualche foto, cose piccole, anche il capo dei pittori mi utilizzava per alcune pose: le mani, i piedi, vestita da damina per una scatola di cioccolatini della Motta, per il Calendario della Lana Gatto, le pose rappresentavano parodie di canzoni famose tipo..."Lazzarella" ero vestita da ragazzina che andava a scuola e si specchiava nelle vetrine...."Espana Cani"" vestita ballerina di flamenco sempre in copia con un ragazzo, ogni mese c'era una canzone rappresentata da me in una scenetta. (putroppo non era il Calendario Pirelli... ahahahah).

Poi sullo stesso piano dall'altra parte del pianerottolo si apriva l'appartamento dove era situato lo Studio vero e proprio. La parte creativa della pubblicità.
Il salone dei pittori, ce n'erano dieci, ognuno con il suo tavolo da disegno. Entrare li' c'era da rimanere a bocca aperta. Vasi pieni di pennelli (eh si allora si dipingeva tutto a mano, nemmeno l'aerografo, niente di niente) tavolozze piene di colori vivaci, muri ricoperti di bozzetti di ogni genere, una radio in sordina diffondeva una musica. E tante voci allegre dei ragazzi che lavoravano e chiaccheravano a volte invece, silenzio assoluto per lavori urgenti ai quali dovevano impegnarsi tutti.
Il Direttore dei pittori aveva uno studio per conto suo. Poi c'era lo studio fotografico dove venivano realizzati i servizi per i clienti. Nell'ufficio del fotografo c'erano anche i "book" con le fotografie delle modelle o dei modelli, che venivano sfogliati alla ricerca della persona giusta per la pubblicita'che dovevano realizzare.

Un giorno il Direttore mi disse che nel pomeriggio sarebbe arrivato uno dei loro piu' grossi clienti, il Presidente della Rhodiatoce, con il suo Staff, per scegliere fra i Book delle modelle le gambe che dovevano rappresentare la sua Campagna Pubblicitaria per il lancio delle calze di nailon "Scala d'Oro". Pagina intera, penultima di copertina, su tutti i settimanali femminili: da Grazia, Annabella, Bella, Anna, Alba ecc.
Io ero sempre scelta per portare in riunione quello che avrebbero ordinato al Bar.
In sala riunioni avevo gia' preparato il tavolino da te, in un angolo dove avrei messo il vassoio che sarebbe arrivato con le bevande.
Verso le 17 mi suona l'interfono e la voce del Direttore mi chiama per avvisarmi che fra poco sarebbe arrivato il Bar e di portare subito dentro l'ordinazione.
Oltre al Direttore erano presenti anche i titolari dell'Agenzia, il fotografo e il suo socio Pittore. E col Presidente e il seguito erano in tutto otto persone.
Ero un po' agitata, continuavo a chiedermi se sarei stata in grado di portare il vassoio senza fra cadere niente. E poi avrei dovuto servire al tavolo ognuno.
Per l'occasione mi avevano consigliato di vestirmi bene! Cioe' non entrare col camice verde che portavo quando lavoravo, anche se era molto bello e originale, ma dovevo toglierlo. Mi ero messa una gonna stretta blu scuro e un golfino bianco a maniche corte coi profili blu, infilato nella gonna e una cintura con la fibbia bianca e blu, come voleva la moda. Bella stretta per risaltare il "vitino da vespa".
Bussai, entrai piano piano tenendo in bilico il vassoio, camminai verso il tavolino che era situato il fondo al salone, mentre camminavo voltavo le spalle al tavolo della riunione, poi mi misi di fianco e appoggiai il vassoio intatto con un grande sollievo. Servii le ordinazioni ad ognuno dei presenti, salutai con un timido sorriso e finalmente uscii indenne da quella difficilissima "operazione"!
Dopo dieci minuti suono' l'interfono: "Ma cosa vuole ancora?" mi chiesi nervosa.
"Vieni un momento..." disse la voce del Direttore.
Entrai timidamente restando sulla porta. "Entra, entra" disse il fotografo. "Appoggia gia' il blocco, non serve.....cammina un momento verso il tavolino la' in fondo...."
"Cosa avro' fatto?" mi chiesi angosciata. Mentre camminavo con lo sguardo cercavo sul tavolino qualcosa che avevo messo male...
"Torna indietro piano...."disse sempre il fotografo. Finita quella specie di passerella mi ringraziarono ed io uscii di corsa.
"Cosa e' successo ?" chiese una mia collega. "Lo sai te? non ho capito niente, eppure c'era tutto in ordine....mi ha fatto camminare e basta"
"Ma allora volevano vedere le tue gambe!" esclamo' meravigliata. "Ma figurati...con tutti i book delle modelle che c'erano sul tavolo...proprio le mie gambe vanno a vedere!"
Fu proprio cosi'. Il fotografo poi mi disse che quando sono entrata col vassoio, il Presidente della Rhodiatoce non mi ha tolto gli occhi di dosso, e non noto' solo le gambe....(ahahahahah) comunque "Sono queste le gambe che voglio, magre, affusolate, caviglie strette....insomma le avevo in mente proprio cosi'".
E io sono arrivata al momento giusto....pero'...quando il destino ci mette lo zampino!
Iniziai a posare due giorni dopo. Quindici giorni di lavoro. Prima siamo andati a comperare le scarpe, abbinate un paio per ogni vestito. I vestiti li avevo portati da casa. A quel tempo me li faceva mia sorella e ne avevo tanti, uno per ogni occasione.
"Ma sei rifornita bene!" mi disse il fotografo.
Nello studio fotografico portarono un tavolo grande, io dovevo stare sul tavolo, e la persona che faceva parte di chi mi guardava le gambe era appoggiato al tavolo e doveva distrarsi dal suo lavoro per guardare le mie gambe. Le pose erano quattro. La frase scelta per far risaltare la pubblicita'  doveva aver che fare con il lavoro della persona cioe' ......nelle foto sotto si nota uno scienziato che mentre lavora mi guarda...."La formula perfetta ..... oppure chi suona la tromba....."La nota giusta ...." oppure il pittore mentre dipinge...."Il tono esatto ......e la quarta posa c'era un marinaio che guardava con il binocolo le mie gambe .

Non so quante foto furono scattate, bisognava ogni tanto far vedere al cliente le prime bozze....si ando' avanti cosi' per due settimane, anche perche' io dovevo lavorare e andavo nello studio solo per mezza giornata.
Quando vidi stampate le mie foto ero emozionatissima.

Immagine

(ps. tutti hanno sbirciato !!!!!)

Ultima modifica di Snowbird il 10 apr 2012, 21:58, modificato 7 volte in totale.

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henry3bel
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Re: IL BOOM DELLA PUBBLICITA'

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:vib: :vib: :vib: :vib: :vib: :vib: WOOOOOW CHE BAMBOLA!!!!!!

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Snowbird
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Re: IL BOOM DELLA PUBBLICITA'

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