LE SALE DA BALLO

La vita negli anni '50 e '60: non solo Happy Days
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Snowbird
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LE SALE DA BALLO

Messaggio da leggere da Snowbird »

Negli primi Anni '50 le Sale da Ballo, dette anche Balere, erano tante. Dopo la ripresa della guerra si aveva voglia di dimenticare i periodi brutti, si aveva voglia di musica e di ballare.
Dall'America arrivo' il Boogie-Boogie e Guitar Boogie. A me piacevano moltissimo, era una musica sfrenata, si ballava veloce.
C'erano sale da ballo sia all'aperto che al chiuso. Quelle all'aperto inauguravano sempre la stagione a Pasqua. Il periodo che vi racconto e' il 1956.
Avevo due zie (sorelle di mia mamma) che abitavano a Melegnano. Una faceva la parrucchiera ed aveva la casa a pochi metri da un locale proprio sulle rive del fiume Lambro.
Durante l'nverno era un grande Bar ma la settimana prima di Pasqua, quando a Melegnano iniziava la grande Festa del Perdono, apriva la pista da ballo all'aperto.
In quel periodo arrivavano le giostre nella Piazza principale dove c'e' un Castello. 15 giorni di festa giorno e notte.. La gente veniva dai paesi vicini perchè la Festa del Perdono era molto famosa.
La sala da ballo vicino a mia zia si chiamava "Il Belvedere". Di bello da vedere non c'era molto, tranne che la sala era posta in riva al fiume, cricondata da alberi, in mezzo ai rami appendevano delle lucine colorate. che attiravano meglio le zanzare!!! La pista era cintata da un muretto di paletti di legno, perche' l'entrata era a pagamento percio' prima si doveva comperare il biglietto, che costava 20 lire, per fare un giro di ballo. Comprendeva tre canzoni o solo musica.. Con 50 lire facevi tre giri percio'ballavi 9 pezzi. Naturalmente erano i ragazzi che acquistavano il biglietto.
I tavolini erano all'esterno intorno alla pista. Alle spalle della stessa, si salivano dei gradini e c'era una grande terrazza dove stava la gente che guardava e consumava da bere.
L'orchesta era situata su una pedana in fondo alla pista. Quello che suonavano allora si puo' grosso modo paragonare alle orchestre di liscio di oggi.

La musica era sempre suddivisa cosi': il primo giro era composto da un valzer, una polka e una mazurla. Al secondo giro abbassavano le luci principali e rimanevano accese solo quelle colorate in mezzo agli alberi per creare una atmosfera romantica. Suonavano un tango, un lento e un valzer lento, cosi'le coppiette potevano stringersi un po' di piu' sperando di non essere viste dai genitori che a volte stavano sulla terrazza a controllare. Noi ragazzi invece iniziavamo al mattino a controllare il cielo....se si vedevano nuvole all'orizzonte, perche' se pioveva addio serata...addio appuntamento sulla pista da ballo!
Al terzo giro si ballava una musica un po' piu' veloce tipo samba o altri ritmi sudamericani, e per ultimo il Boogie Boogie, molto veloce da ballare.
Finiti questi pezzi l'Orchestra faceva una pausa di 10 minuti e poi si iniziava da capo. A volte qualcuno andava a richiedere una canzone.

Le canzoni di Elvis iniziarono a circolare nelle orchestre nel 1957. I bar che avevano il juke box furono i primi a far ascoltare il rock and roll. Un rock molto gettonato era "Rock Around the Clock", cantata da Bill Haley. Quando iniziarono a diffondersi le canzoni di Elvis le orchestre avevano richieste solo per quelle. Il "Boogie Boogie" fu sostituito subito da "Jailhouse Rock", "Blue Suede Shoese"e "Hound Dog". Nei juke box Elvis era sempre al primo posto!
Nei locali al chiuso invece si pagava l'entrata e poi se volevi bere era facoltativo. Le ragazze pagavano di meno e a volte ci regalavano dei buoni per entrare gratis . Pero' se andavamo a ballare alla sera dovevamo avere 18 anni, oppure essere accompagnate da un adulto.
Avevo un'amica i cui genitori erano appassionati di ballo e ogni tanto verso i 15 anni al sabato andavo con loro, altrimenti mi accontentavo della domenica pomeriggio con il juke box.
Le nostre bevute erana fatte di coca cola, chinotto, una consumazione in due di solito!!! I ragazzi bevevano una birra e basta. I liquori forti non li beveva nessuno anche perche' costavano di piu'. I ragazzi che frequentavo io erano tutti sotto i 21 anni, percio' niente macchina, chi poteva aveva la moto, la lambretta, la vespa o il motorino.
Lavoravamo tutti ma nessuno si teneva la busta paga, percio'dovevamo acconternarci dei pochi soldi che i nostri genitori a fatica ci davano.
Non tutta la popolazione era cosi', c'erano anche i ricchi, ma quelli non frequentavano le Sale da Ballo, davano feste private nelle loro belle case. Ebbi modo di essere invitata a una festa, ma non mi sono mai divertita. Preferivo ballare con chi volevo nei locali ma soprattutto con chi "sapeva ballare".
Per qualche anno ho avuto un partener fisso, specialmente quando iniziammo a partecipare alle gare di rock. (era il mio partenr solo per ballare pero' !) Ballavano anche i lenti ma non avvinghiati, facevamo il ballo "figurato". una specie di rock al rallentatore a tempo della musica che suonavano.
A Milano c'erano dei locali molto belli d'estate, che col passare degli anni avevano abolito il famoso biglietto per un giro. Si pagava solo l'entrata. La" Birra Italia" era un bel posticino
Anche il "Branca" , una sera d'estate il cantante era una ragazzo alto dinoccolato che si muoveva in continuazione.....era Celentano, ancora sconosciuto.
Poi in una altra zona di Milano c'era "Il Caffe' delle Rose" dove andavo spesso!
All'Idroscalo, il mare di Milano c'era un locale molto elegante, si chiamava "La Punta dell'Est" li' suonavano sempre orchestre abbastanza famose, una sera c'era Don Marino Barreto che lancio' a famosa canzone "Angeli Negri" ...e nel suo repertorio c'era sempre la bellissima "Arrivederci" ( di Umberto Bindi) e con quella canzone chiudeva la serata.
Penso di aver frequentato praticamente tutte le Sale da Ballo di Milano e dintorni! Una domanda che si forma da sola.....la differenza fra la vita di ieri e quella di oggi?

Gli Anni '50 seguivano un dopo guerra. Una lenta ripresa al benessere, alla tranquillita' , avere poco per alcuni era tantissimo. C'era una parte di gente che con la guerra invece si era arricchita. Non tutti godevano dei privilegi. Già trovare un posto di lavoro era un miracolo. E piano piano i miracoli si avverarono per tanta gente. La compagnia che frequentavo io erano tutti figli di lavoratori, nessuno di noi si lamentava se alla domenica potevamo permetterci solo un gelato e i ragazzi una partita al bigliardo e una birra.
Ci divertivano a chiaccherare fuori dalla nostra Latteria e a turno mettavamo un disco di Elvis nel juke box.
Nessuno moriva all'alba dopo un rientro dalla discoteca...nessuno si ubriacava o si drogava...non c'erano soldi. Io che ho vissuto tutto questo posso dire che allora eravamo felici con poco, ma forse era troppo poco....ci vorrebbe una via di mezzo! Ma purtroppo non potra'  mai esserci una via di mezzo, siamo andati oltre e credo che non ci sia possibilita' di porre dei cambiamenti.
Abbiamo fatto tanti passi avanti con il progresso e ne siamo rimasti inghiottiti. Avere "tutto" non vuol dire essere felici, anzi ora non c'e' piu' niente che ci faccia emozionare o sorridere di gioia e di trepidazione!