LA CAMICIA HAWAIANA

La vita negli anni '50 e '60: non solo Happy Days
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Snowbird
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LA CAMICIA HAWAIANA

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un vestito non e' soltanto un oggetto per coprirsi. Un vestito e' prima di tutto un messaggio attraverso cui comunichiamo chi siamo o cosa vogliamo nascondere, a che gruppo sociale apperteniamo, che idee abbracciaMO.

Dalla camicia a maniche corte alla camicia hawaiana

Nata dopo la Prima Guerra Mondiale, la camicia con la manica corta e' stata una delle novita' della moda del Novecento. Durante il secolo precedente la morale e il perbenismo impedivano infatti alla borghesia di mostrarsi in pubblico con la sola camicia, che doveva essere rigorosamente coperta dalla giacca.

Solo le classi subalterne che erano addette ai lavori manuali la usavano, arrotolando le maniche sulle braccia a causa dell'evidente difficoltà di maneggiare strumenti come la vanga o la cazzuola. G
li impiegati, dal canto loro, per non sciupare un indumento prezioso come la camicia, indossavano le "mezze maniche", una sorta di luttuoso cilindro di stoffa che serviva a riparare polsi e gomiti.

Come per altri indumenti, la camicia a mezze maniche ha un'origine militare: infatti era funzionale per le truppe impegnate nell'ambito delle colonie inglesi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne indossata anche dall'Afrika Korps tedesco e dalla fanteria giapponese.

Dalla fine degli anni Venti le Hawaii diventarono meta preferita del turismo statunitense, e la camicia hawaiana diventò uno tra i souvenir preferiti. La produzione in serie inizio' nel 1936, grazie anche all'introduzione del rayon, fibra sintetica che permetteva una maggiore precisione nelle tecniche di stampa.

Stava anche cambiando l'atteggiamento verso la vita all'aria aperta e l'abbronzatura (vedi: costume da bagno) e le maniche corte sembravano sinonimo di liberta'  e di esotismo. Negli anni Cinquanta il cinema americano contribui' a far conoscere al mondo intero la camicia hawaiana, indossata nel film "Da qui all'eternita'" da Montgomery Clift e Frank Sinatra. Mentre in Europa si diffidava ancora di quelle che venivano definite "americanate", Elvis Presley la adotto' per il suo abbigliamento vistoso da rockstar.

Con gli anni Sessanta caddero anche da noi le ultime barriere: sulla scia del trionfo della moda giovane, colori e fantasie invasero il mercato occidentale. Perfino sarti di fama come Ken Scott, di origine americana, ma che conobbe la sua fortuna in Italia, applico'motivi floreali coloratissimi per tutte le sue creazioni, che comprendevano, oltre le camicie, anche abiti, foulards, accessori.

(da Biancamaria Rizzoli)