SUGLI SCHERMI ARRIVO' "MARCELLINO PANE E VINO"

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Snowbird
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SUGLI SCHERMI ARRIVO' "MARCELLINO PANE E VINO"

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SUGLI SCHERMI ARRIVO’ “MARCELLINO PANE E VINO”
Milano 1955. In quei giorni in tutte le case non si parlava d’altro. Il sabato successivo al cinema Delle Stelle, vicinissimo a casa mia, avrebbero proiettato “Marcellino Pane e Vino” . Il film narra la storia di un orfanello abbandonato davanti a un Convento di Frati. I quali l’hanno accolto a braccia aperte e dopo i primi timori decisero di adottarlo. Il piccolo attore che interpretava Marcellino, si chiamava Pablito Calvo ed era di nazionalità spagnola. Aveva un viso dolcissimo che commuoveva solo a guardarlo. Correvano voci che ci sarebbe stato da piangere. D’accordo con le mie amiche decidemmo che la domenica pomeriggio saremmo andate in gruppo. La prima proiezione era alle ore 14, la seconda alle 16.30. la terza alle 19 e l’ultima alle ore 22. Noi bambini al sabato pomeriggio avevamo già fatto la scorta di dolciumi dal Lattaio, perché nel cinema non c’era la vendita. Sapevamo gestire bene la nostra piccola mancia settimanale. Al cinema vicino a casa andavamo sempre da soli. Chi aveva 10 o 12 anni si portava il fratellino più piccolo. Nessun genitore ci accompagnava. La nostra infanzia si è svolta con “poche coccole e tanti insegnamenti” Mezz’ora prima che aprissero il cinema eravamo già in coda. Appena entrati siamo corsi tutti verso la parte davanti, anche se poi uscivano con gli occhi che ci facevano male. Il signore che staccava i nostri biglietti “ridotti” ci raccomandava sempre “Niente carte di caramelle per terra!”. E noi ubbidivamo, ce le mettevamo in tasca. Avevamo il sacchetto pieno di stringhe di liquirizia, fragoline di zucchero, cicca americana e altri dolci. Ma soprattutto per quella occasione, mi misi in tasca un fazzoletto…… anche se ero convinta che non l’avrei usato. Se avessi saputo come sarebbe andato a finire, mi sarei portata la dozzina di fazzoletti di mio papà che teneva nel comodino! Quando Marcellino girovagando in soffitta (dove gli era stato detto di non andare) ma la curiosità ebbe la meglio, trovò un grande crocefisso con Gesù. Vedendolo lì da solo gli si avvicinò e gli chiese se aveva fame. Scese le scale di corsa, andò in cucina e prese un pezzo di pane e un bicchiere di vino, senza farsi vedere e lo portò su. Dopo diversi giorni che saliva in soffitta per fare compagnia a Gesù, ad un certo punto il Cristo scese dalla croce e si sedette vicino a Marcellino. e gli chiese se poteva esaudire un suo desiderio. “Vuoi diventare frate come Fra Pappina?” Il bambino rispose: “Voglio vedere la mia mamma e anche la tua”. Gesù chiese “Ma quando le vuoi vedere?” – “Adesso subito” rispose Marcellino. Gesù disse che per vederle avrebbe dovuto dormire…. “Ma io non ho sonno” rispose Marcellino. Allora Gesù lo prese fra le sue braccia” Fuori dalla porta della soffitta Fra Pappina aveva assistito a quella conversazione e fra le lacrime scese subito a raccontare ai Frati quello che era successo. Appena sullo schermo apparve la parola FINE nel cinema c’era un gran soffiare di nasi, singhiozzi. Nessuno si alzava per uscire. E poco dopo inizio la seconda proiezione. Avevo il fazzoletto che si poteva strizzare, ma non riuscivo a muovermi. Rimanemmo tutti a rivederlo per la seconda volta. Altri pianti, altri singhiozzi. Alle 18.30 qualcuno iniziava ad andare a casa. Noi ancora sedute ai nostri posti. Nel frattempo mia mamma era preoccupata perché non ero ancora rientrata, erano già le 18.45. Mandò mi padre a fare un giro nei dintorni, non immaginava che sarei rimasta al cinema fino a quell’ora. Un’altra mamma telefonò se sapeva dove saremmo andate dopo il film. Allora mio padre entrò al cinema e chiese se in sala c’erano ancora delle ragazzine. “Si” disse lo stacca biglietti “Sono ancora sedute là davanti” e gli fece strada. Quando vidi mio padre scattammo tutte in piedi come una molla. Mi prese per mano e mi portò fuori urlando se avevo idea di che ora fosse. Io gli dissi che non avevo l’orologio. Mia madre quando mi vide pensò subito che mi fosse successo un incidente tanto era distrutta la mia faccia: occhi gonfi naso rosso un’espressione da funerale. “Era ancora dentro al cinema “ disse mio padre “Se non arrivavo io l’ avrebbero guardato per la terza volta”. “E quella faccia?” chiese mia madre furibonda. “Era da piangere” mi giustificai “Alla fine Marcellino muore” e giù a piangere ancora…. “Ma si può essere più stupide! Non vi è bastato vederlo e piangere una volta? Dovevate rivederlo per piangere ancora? Fila in bagno riempi il lavandino di acqua fredda e mettici dentro la faccia!”. Dopo cena andai a letto subito. Prima di addormentarmi pensavo già che la domenica seguente quel film lo trasmettevano in un altro cinema abbastanza vicino a casa e…… sapevo dove mio papà teneva i fazzoletti grandi!