Io, Elvis. La parabola immortale di “The King”

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Io, Elvis. La parabola immortale di “The King”

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Ringraziando la casa editrice Diarkos per avermi dato la possibilità di leggere l’ultima pubblicazione di Paolo Borgognone “Io, Elvis. La parabola immortale di “The King”,
vi racconto le mie personali impressioni.
Da sempre l’opera più completa e appassionata scritta sulla vita di Elvis è quella di Peter Guralnick nei due volumi “Elvis. L'ultimo treno per Memphis” e “Amore senza freni”.
Un’opera completa, punto di riferimento indiscusso per gli amanti della musica e per i fan di Elvis, dalla quale anche il libro di Borgognone prende spunto citandolo spesso fra le fonti.
“Io, Elvis…” risulta un ottimo inizio per chi cerca una biografia raccontata con entusiasmo e precisione in un unico volume di poco più di 450 pagine, ben scritta e di scorrevole lettura.

La narrazione della vita del RE s’interseca con continui rimandi agli avvenimenti dell’epoca che, non solo aiutano la narrazione, ma coinvolgono il lettore nel tempo e nei luoghi di Elvis.
Inarrivabile la poetica e la passione di Guralnick, ma ne risulta comunque un libro che consiglio a chi vuole conoscere meglio Elvis e i personaggi che l’hanno accompagnato.
Un omaggio al Re che in alcuni tratti lo sveste completamente dalla sua aurea di mito a favore della storia dell’ uomo, a volte troppo fragile, “uno di noi” come lo definisce l’autore.
Forse questo è l’aspetto che, da fan, mi ha coinvolto meno.

Il racconto del periodo ’50 -’60 è vibrante e intenso. Da Tupelo a Graceland sino a Hollywood, si avverte l’atmosfera di fermento musicale che Elvis ha respirato incrociando i grandi della musica Blues e Gospel sino alle esperienze cinematografiche che lo hanno portato a mettersi in discussione per poi tornare nel 69’ con lo strepitoso “Come Back”.

Più veloce la narrazione degli anni’70 dove sembra che l’autore voglia mettere in evidenza soprattutto la parte più fragile di Elvis, quella incline all’autodistruzione, sorvolando su momenti iconici della sua carriera che, pur intervallati da grandi difficoltà e cadute, hanno reso Elvis il più grande. Capendo le necessità dettate dalla narrazione, avrei apprezzato maggior spazio alla musica incisa da Elvis fra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70, con alcune pietre miliari della storia della musica che hanno saputo trascendere ogni stile, compreso il puro rock n’ roll.

Ho apprezzato l’aver raccolto la vita di Elvis in un solo volume, accurato nelle fonti e nelle citazioni, ma ho avvertito la conclusione dell’opera come troppo cruda.
Una visione personale dell’autore, che ho vissuto come semplicista nel momento in cui cerca di racchiudere nella fragilità di uomo comune tutto il senso di un artista senza il quale la musica, le performance dal vivo e la stessa definizione di mito non sarebbero come oggi le conosciamo.

Comunque un testo da leggere e da avere nella propria biblioteca musicale.
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