THE YEAR THE MUSIC CHANGED
Inviato: 03 mag 2009, 17:52
Romanzo di DIANE THOMAS
" Caldo, vivo e straordinariamente leggibile".
Publisher's Weekly
"Un libro delicato che vi fara' sorridere e vi commuovera' . Caldamente consigliato"
Library Journal Starred Review
"Abbiamo una sola occasione nella vita, nessuno ci chiede il bis"
Elvis Presley
(questa e' un'opera di fantasia. I personaggi, gli eventi e i dialoghi sono il prodotto dell'immaginazione dell'autrice. Qualsiasi riferimento a eventi o persone reali, vive o morte, e' puramente casuale. L'unica eccezione e' rappresentata dalla figura di Elvis Presley, che e' una figura storica. Il suo itinerario, i concerti e le trattative d'affari menzionate nel libro sono storicamente accurate, ed e' egli stesso l'autore del telegramma al colonello Tom Parker riportato nel capitolo 15. Il resto del materiale contenuto nelle lettere-pensieri, opinioni, eccetera- e il suo rapporto con Achsa sono frutto dell'immaginazione dell'autrice)
"Una sera, per caso, la quattordicenne Achsa sente una nuova canzone alla radio e decide di scrivere una lettera al cantante, un giovanotto di belle speranze che canta il rock and roll.
Quel giovanotto - colui che diventera' il Re, Elvis Presley - sta per iniziare una vita completamente nuova: lontano da Memphis, sempre il giro a suonare, pronto a fare il suo ingresso trionfare nel mondo della musica.
Elvis non sa parlare bene e chiede ad Achsa di aiutarlo a migliorare la sua grammatica.
E sono proprio le lezioni di "grammatica" il pretesto che avvicinera', piano piano i due ragazzi: prende vita cosi'una fitta corrispondenza nella quale si intrecciano i sogni, le paure, le emozioni, le confessioni, le delusioni e i successi di due adolescenti nell'America del 1955.
INTRODUZIONE
"Il 6 agosto del 1977, appena tre settinane dopo la pubblicazione della mia biografia su Achsa McEachern-Isaacs e a due anni esatti dal tragico incidente d'auto nel quale aveva perso la vita, nel mio ufficio arrivo' un pacco dall'aspetto ordinario, avvolto in carta da imballaggio.
Mi trovato fuori citta', cosi' il plico rimase sulla scrivania per tre settimane. Scartandolo, mi accordi che dentro c'era una grossa scatola malconcia di sigari Hav-A-Tampa, con le parole "Lezioni di grammatica" incise sul coperchio. Era tenuta assieme da due elastici e, infilata sotto, c'era una piccola busta in pergamena color crema che conteneva un biglietto scritto a mano. Diceva:
Gentile Dott. Gelber,
ho letto sui giornali che ha scritto un libro su Achsa McEachern-Isaacs. Deve essere stata molto importante per lei. Lo e' stata anche per me. Percio'voglio che abbia queste lettere. L'ho conosciuta quando aveva quattordici anni. Le ho conservate per tanto tempo. Cordiali saluti
Elvis Presley.
Ovviamente sospettai si trattasse di una bufala, visto che la morte di Presley aveva monopolizzato le cronache della settimana precedente. Tuttavia le parole del biglietto mi avevano colpito. Aprii la scatola e, stipate li' dentro, trovai dozzine di lettere, apparentemente scritte piu' di vent'anni prima da una giovanissima Achsa a Elvis Presley. Spiegazzate e piene di orecchie, emanavano un debole odore di Old Spice, il dopobarba tanto popolare negli anni della mia giovinezza.
Restio a farmi prendere la mano dall'entusiasmo, ne misi alcune in tasca, insieme al biglietto di Presley, e andai dall'altra parte del campus per consultare un perito calligrafo che le proclamo' autentiche senza troppi indugi. La mia scatola di sigari conteneva pagine e pagine di documenti significativi, scritti dal soggetto in persona, su quello che doveva essere stato l'anno piu' formativo della sua vita. Un'adolescente destinata ad emergere come parafulmine del teatro alternativo di New York scriveva a quello che allora non era altrro che un giovane cantante di provincia, destinato a diventare l'icona culturale piu' riconoscibile d'America, proprio nell'anno cruciale che aveva segnato la nascita del rock and roll.
La prospettiva di riesaminare immediatamente la vita di Achsa McEachern-Isaacs alla luce delle nuove informazioni era allettante. Riflettendoci, pero', stabilii che prima di portare a galla quella corrispondenza, sarei andato alla ricerca delle lettere scritte da Presley. Non avrei lasciato nulla d'intentato finche' non le avessi trovate o non mi fossi persuaso che erano andate distrutte.
Fu cio' che feci nehli anni che seguirono. Certo portai a termine anche altri progetti, tra cui la biografia dell'attore e regista Milton Isaacs, che Achsa McEachern aveva sposato nel 1967. Poi a gennaio del 2004, ricevetti la telefonata della figlia dei coniugi Isaacs, la cantautrice Jesse Isaacs Sanchez. Sistemando la casa di villeggiatura di famiglia negli Adirondacks per metterla in vendita, aveva trovato le lettere di Presley, nascoste dentro una valigetta in soffitta.
Ovviamente l'importanza della corrispondenza sta soprattutto in cio'che rivela a proposito di Achsa McEarchen-Isaacs, ma contiene anche rivelazioni interessanti su Presley. Il ragazzo di queste lettere non somiglia minimamente alla gonfia caricatura che la nostra cultura ha scelto di custodire gelosamente. E' invec e un vero ingenuo, un ragazzo di provincia non ancora forgiato dal mondo. Leggendo le sue lettere, ho faticato a metabolizzare il fatto che la sua vita sia diventata materia di cosi' tante ricerche che i posti in cui e' stato, le sue attivita' e praticamente ogni giorno della sua vita siano divenuti argomenti di dominio pubblico -informazioni che, per inciso, hanno contribuito ad avvalorare l'autenticita' delle lettere.
Tra tutti i documenti, solo uno risulto' problematico. Achsa riferiva di avere riprodotto a memoria una lettera scritta da Presley che era andata distrutta. Quanto era accurata la riproduzione?
Non saprei dirlo, ma sono convinto che - considerando la familiarità e l'estremo attaccamento che la giovane dichiarava di avere con l'originale, oltre che le circostanze cariche di emozione che ne avevano accompagnato la distruzione - Achsa McErchern fosse fortemente motivata a ricrearla parola per parola, e cosi'fece.
C'era solo un ostacolo da superare prima che l'improbabile amicizia tra la giovane Achsa ed Elvis Presley potesse essere resa pubblicamente nota. Per via del contenuto di molte delle lettere di Achsa, mi sentii moralmente obbligato a mostrare alla signora Sanchez l'intera corrispondenza, lasciando decidere a lei se fosse necessario insabbiarne una parte - o magari tutto l'insieme. Il coraggio mostrato nell'autorizzarne la pubblicazione in "toto" denota la sua profonda convinzione dell'importanza del materiale.
Il risultato e' questo volume. Seppure esiguo, viene proposto con l'auspicio che possa rappresentare un supplemento significativo delle informazioni gia' esistenti su queste due vite recise anzitempo.
Aaron J. Gerber, Dottore di Ricerca
Dipartimento di Arti Teatrali, Westbury College,
Westbury, Vermount, 14 maggio 2004.
continua
" Caldo, vivo e straordinariamente leggibile".
Publisher's Weekly
"Un libro delicato che vi fara' sorridere e vi commuovera' . Caldamente consigliato"
Library Journal Starred Review
"Abbiamo una sola occasione nella vita, nessuno ci chiede il bis"
Elvis Presley
(questa e' un'opera di fantasia. I personaggi, gli eventi e i dialoghi sono il prodotto dell'immaginazione dell'autrice. Qualsiasi riferimento a eventi o persone reali, vive o morte, e' puramente casuale. L'unica eccezione e' rappresentata dalla figura di Elvis Presley, che e' una figura storica. Il suo itinerario, i concerti e le trattative d'affari menzionate nel libro sono storicamente accurate, ed e' egli stesso l'autore del telegramma al colonello Tom Parker riportato nel capitolo 15. Il resto del materiale contenuto nelle lettere-pensieri, opinioni, eccetera- e il suo rapporto con Achsa sono frutto dell'immaginazione dell'autrice)
"Una sera, per caso, la quattordicenne Achsa sente una nuova canzone alla radio e decide di scrivere una lettera al cantante, un giovanotto di belle speranze che canta il rock and roll.
Quel giovanotto - colui che diventera' il Re, Elvis Presley - sta per iniziare una vita completamente nuova: lontano da Memphis, sempre il giro a suonare, pronto a fare il suo ingresso trionfare nel mondo della musica.
Elvis non sa parlare bene e chiede ad Achsa di aiutarlo a migliorare la sua grammatica.
E sono proprio le lezioni di "grammatica" il pretesto che avvicinera', piano piano i due ragazzi: prende vita cosi'una fitta corrispondenza nella quale si intrecciano i sogni, le paure, le emozioni, le confessioni, le delusioni e i successi di due adolescenti nell'America del 1955.
INTRODUZIONE
"Il 6 agosto del 1977, appena tre settinane dopo la pubblicazione della mia biografia su Achsa McEachern-Isaacs e a due anni esatti dal tragico incidente d'auto nel quale aveva perso la vita, nel mio ufficio arrivo' un pacco dall'aspetto ordinario, avvolto in carta da imballaggio.
Mi trovato fuori citta', cosi' il plico rimase sulla scrivania per tre settimane. Scartandolo, mi accordi che dentro c'era una grossa scatola malconcia di sigari Hav-A-Tampa, con le parole "Lezioni di grammatica" incise sul coperchio. Era tenuta assieme da due elastici e, infilata sotto, c'era una piccola busta in pergamena color crema che conteneva un biglietto scritto a mano. Diceva:
Gentile Dott. Gelber,
ho letto sui giornali che ha scritto un libro su Achsa McEachern-Isaacs. Deve essere stata molto importante per lei. Lo e' stata anche per me. Percio'voglio che abbia queste lettere. L'ho conosciuta quando aveva quattordici anni. Le ho conservate per tanto tempo. Cordiali saluti
Elvis Presley.
Ovviamente sospettai si trattasse di una bufala, visto che la morte di Presley aveva monopolizzato le cronache della settimana precedente. Tuttavia le parole del biglietto mi avevano colpito. Aprii la scatola e, stipate li' dentro, trovai dozzine di lettere, apparentemente scritte piu' di vent'anni prima da una giovanissima Achsa a Elvis Presley. Spiegazzate e piene di orecchie, emanavano un debole odore di Old Spice, il dopobarba tanto popolare negli anni della mia giovinezza.
Restio a farmi prendere la mano dall'entusiasmo, ne misi alcune in tasca, insieme al biglietto di Presley, e andai dall'altra parte del campus per consultare un perito calligrafo che le proclamo' autentiche senza troppi indugi. La mia scatola di sigari conteneva pagine e pagine di documenti significativi, scritti dal soggetto in persona, su quello che doveva essere stato l'anno piu' formativo della sua vita. Un'adolescente destinata ad emergere come parafulmine del teatro alternativo di New York scriveva a quello che allora non era altrro che un giovane cantante di provincia, destinato a diventare l'icona culturale piu' riconoscibile d'America, proprio nell'anno cruciale che aveva segnato la nascita del rock and roll.
La prospettiva di riesaminare immediatamente la vita di Achsa McEachern-Isaacs alla luce delle nuove informazioni era allettante. Riflettendoci, pero', stabilii che prima di portare a galla quella corrispondenza, sarei andato alla ricerca delle lettere scritte da Presley. Non avrei lasciato nulla d'intentato finche' non le avessi trovate o non mi fossi persuaso che erano andate distrutte.
Fu cio' che feci nehli anni che seguirono. Certo portai a termine anche altri progetti, tra cui la biografia dell'attore e regista Milton Isaacs, che Achsa McEachern aveva sposato nel 1967. Poi a gennaio del 2004, ricevetti la telefonata della figlia dei coniugi Isaacs, la cantautrice Jesse Isaacs Sanchez. Sistemando la casa di villeggiatura di famiglia negli Adirondacks per metterla in vendita, aveva trovato le lettere di Presley, nascoste dentro una valigetta in soffitta.
Ovviamente l'importanza della corrispondenza sta soprattutto in cio'che rivela a proposito di Achsa McEarchen-Isaacs, ma contiene anche rivelazioni interessanti su Presley. Il ragazzo di queste lettere non somiglia minimamente alla gonfia caricatura che la nostra cultura ha scelto di custodire gelosamente. E' invec e un vero ingenuo, un ragazzo di provincia non ancora forgiato dal mondo. Leggendo le sue lettere, ho faticato a metabolizzare il fatto che la sua vita sia diventata materia di cosi' tante ricerche che i posti in cui e' stato, le sue attivita' e praticamente ogni giorno della sua vita siano divenuti argomenti di dominio pubblico -informazioni che, per inciso, hanno contribuito ad avvalorare l'autenticita' delle lettere.
Tra tutti i documenti, solo uno risulto' problematico. Achsa riferiva di avere riprodotto a memoria una lettera scritta da Presley che era andata distrutta. Quanto era accurata la riproduzione?
Non saprei dirlo, ma sono convinto che - considerando la familiarità e l'estremo attaccamento che la giovane dichiarava di avere con l'originale, oltre che le circostanze cariche di emozione che ne avevano accompagnato la distruzione - Achsa McErchern fosse fortemente motivata a ricrearla parola per parola, e cosi'fece.
C'era solo un ostacolo da superare prima che l'improbabile amicizia tra la giovane Achsa ed Elvis Presley potesse essere resa pubblicamente nota. Per via del contenuto di molte delle lettere di Achsa, mi sentii moralmente obbligato a mostrare alla signora Sanchez l'intera corrispondenza, lasciando decidere a lei se fosse necessario insabbiarne una parte - o magari tutto l'insieme. Il coraggio mostrato nell'autorizzarne la pubblicazione in "toto" denota la sua profonda convinzione dell'importanza del materiale.
Il risultato e' questo volume. Seppure esiguo, viene proposto con l'auspicio che possa rappresentare un supplemento significativo delle informazioni gia' esistenti su queste due vite recise anzitempo.
Aaron J. Gerber, Dottore di Ricerca
Dipartimento di Arti Teatrali, Westbury College,
Westbury, Vermount, 14 maggio 2004.
continua