Elvis: Genio o Talento?
Inviato: 22 lug 2009, 11:50
Date le seguenti definizioni di genio e talento che ho trovato in giro per internet:
Genio:
Talento che permette di esprimere nelle proprie azioni e nei propri prodotti, nozioni e intuizioni che non possono essere acquisite in nessuna educazione o piano di studi accademico alcuno, per mezzo delle quali si possono ricavare e dedurre idee , concetti e teorie che generalmente non fanno parte dello sviluppo sociale e psicologico medio, tali per cui a loro volta ne rendono unica, caratteristica e di conseguenza inconfondibile l'Opera.
L'Opera di Genio presenta solitamente una componente che permette al pubblico di riscontrare naturalezza che dimostra la genuinita' dell'opera stessa: il genio produce e si esprime senza trasmettere al proprio prodotto un eccesso di difficolta' della realizzazione che ne contribuirebbe l'artificiosita'.
Genio (filosofia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Per genio (dal latino genius, dal verbo genere, generare, creare) s'intende quella speciale attitudine naturale atta a produrre opere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale. Tale disposizione naturale puo' anche essere portata alla luce con l'educazione, ma difficilmente puo' essere trasmessa ad altri (i figli o i discepoli dei geni molto raramente eguagliano i padri o i maestri). Il termine genio puo'anche genericamente indicare la persona stessa in possesso di tale eccezionale capacita' .
La concezione del genio in KANT
Immanuel Kant per primo elabora la sua concezione del genio nell'opera Critica del giudizio, ma gia' precedentemente aveva osservato come nel campo della ricerca scientifica la scoperta d'importanti verita' scientifiche non possa essere attribuita a un particolare genio. Nella scienza, infatti, la scoperta "geniale" e' in realta' il risultato di un metodo, gia' elaborato da altri, che puo' essere insegnato o imitato. L'imitazione non ha niente a che fare con la produzione artistica geniale che non segue metodi o regole specifiche. L'artista spesso non sa neppure che cosa l'ha portato a creare la sua opera.
Nell'"arte bella" osserva Kant, non ci sono regole e imitatori, o meglio le regole sono nella natura stessa dell'artista, nelle sue capacita' innate che agiscono spontaneamente, al contrario dell' "arte meccanica" che produce la sua opera dopo un lavoro d'insegnamento e apprendimento. L'artista geniale E' colui che puo' costituire con la sua opera il modello a cui ispirarsi per altri in cui il genio e' latente o, addirittura, la formazione di una scuola, non d'imitatori, ma di artisti originali e spontanei che seguano il suo esempio di capostipite della corrente artistica (esemplarita' del genio).
L'originalita' dell'arte quindi si deve sempre accompagnare a queste regole non scritte altrimenti si cadrebbe nella stravaganza e nel capriccio.
Per questo Kant sostiene che il genio e' la felice sintesi di immaginazione e intelletto, di spontaneita' e regole non scritte, per cui l'artista gode di un'assoluta liberta' creativa dove l'intelletto e' presente ma non piu' come costrizione razionale, come avviene nel campo della conoscenza, ma come capacita' di realizzare l'opera secondo il proprio naturale gusto estetico.
Per questo l'opera d'arte e' insieme la sintesi di necessita' e liberta'. Per quanto libera e geniale sia infatti l'ispirazione dell'artista egli dovra' tuttavia fare i conti con le rigide regole del mondo della natura. Per quanto libera sia la sua ispirazione ed originale sia il materiale da lui usato per creare l'opera, esso tuttavia dovra' pur sempre rispondere al rigido meccanicismo delle leggi della natura.
Il genio nella filosofia post-kantiana
HEGEL
Il genio, l'immaginazione, la spontaneità vengono liquidate da Hegel come "romantiche fantasticherie"; solo le competenze tecniche e un bagaglio di esperienze ed emozioni intellettualmente governate, rendono l'opera veramente artistica.
Hegel distingue tra genio e talento. Quest'ultimo sarebbe la capacita' tecnica che si esprime in un particolare campo; quello che comunemente si dice "bravura" e, mentre il genio si accompagna sempre al talento, questi puo' essere presente anche da solo.
TALENTO
abilita' innata nel fare qualcosa
Ha un vero talento per la musica!
1 attitudine inclinazione dote naturale per qualcosa
Ha un particolare talento per le lingue.
2 ingegno capacita' intellettiva
un ragazzo di talento
3 genio persona dotata di capacita'
Fin da bambino era un talento.
desiderio; volonta' disposizione, inclinazione dell'animo
grande ingegno; genialita'
1 Complesso di doti intellettuali; capacita' , bravura, ingegno: t. artistico, letterario, scientifico; un attore di t.
Mi chiedevo se voi siete d'accordo su quanto scritto o se pensate che queste non coincidano con le vostre personali definizioni di genio e talento; e, soprattutto, in quale definizione vi sembra piu' opportuno "classificare" Elvis e perche'.
Genio:
Talento che permette di esprimere nelle proprie azioni e nei propri prodotti, nozioni e intuizioni che non possono essere acquisite in nessuna educazione o piano di studi accademico alcuno, per mezzo delle quali si possono ricavare e dedurre idee , concetti e teorie che generalmente non fanno parte dello sviluppo sociale e psicologico medio, tali per cui a loro volta ne rendono unica, caratteristica e di conseguenza inconfondibile l'Opera.
L'Opera di Genio presenta solitamente una componente che permette al pubblico di riscontrare naturalezza che dimostra la genuinita' dell'opera stessa: il genio produce e si esprime senza trasmettere al proprio prodotto un eccesso di difficolta' della realizzazione che ne contribuirebbe l'artificiosita'.
Genio (filosofia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Per genio (dal latino genius, dal verbo genere, generare, creare) s'intende quella speciale attitudine naturale atta a produrre opere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale. Tale disposizione naturale puo' anche essere portata alla luce con l'educazione, ma difficilmente puo' essere trasmessa ad altri (i figli o i discepoli dei geni molto raramente eguagliano i padri o i maestri). Il termine genio puo'anche genericamente indicare la persona stessa in possesso di tale eccezionale capacita' .
La concezione del genio in KANT
Immanuel Kant per primo elabora la sua concezione del genio nell'opera Critica del giudizio, ma gia' precedentemente aveva osservato come nel campo della ricerca scientifica la scoperta d'importanti verita' scientifiche non possa essere attribuita a un particolare genio. Nella scienza, infatti, la scoperta "geniale" e' in realta' il risultato di un metodo, gia' elaborato da altri, che puo' essere insegnato o imitato. L'imitazione non ha niente a che fare con la produzione artistica geniale che non segue metodi o regole specifiche. L'artista spesso non sa neppure che cosa l'ha portato a creare la sua opera.
Nell'"arte bella" osserva Kant, non ci sono regole e imitatori, o meglio le regole sono nella natura stessa dell'artista, nelle sue capacita' innate che agiscono spontaneamente, al contrario dell' "arte meccanica" che produce la sua opera dopo un lavoro d'insegnamento e apprendimento. L'artista geniale E' colui che puo' costituire con la sua opera il modello a cui ispirarsi per altri in cui il genio e' latente o, addirittura, la formazione di una scuola, non d'imitatori, ma di artisti originali e spontanei che seguano il suo esempio di capostipite della corrente artistica (esemplarita' del genio).
L'originalita' dell'arte quindi si deve sempre accompagnare a queste regole non scritte altrimenti si cadrebbe nella stravaganza e nel capriccio.
Per questo Kant sostiene che il genio e' la felice sintesi di immaginazione e intelletto, di spontaneita' e regole non scritte, per cui l'artista gode di un'assoluta liberta' creativa dove l'intelletto e' presente ma non piu' come costrizione razionale, come avviene nel campo della conoscenza, ma come capacita' di realizzare l'opera secondo il proprio naturale gusto estetico.
Per questo l'opera d'arte e' insieme la sintesi di necessita' e liberta'. Per quanto libera e geniale sia infatti l'ispirazione dell'artista egli dovra' tuttavia fare i conti con le rigide regole del mondo della natura. Per quanto libera sia la sua ispirazione ed originale sia il materiale da lui usato per creare l'opera, esso tuttavia dovra' pur sempre rispondere al rigido meccanicismo delle leggi della natura.
Il genio nella filosofia post-kantiana
HEGEL
Il genio, l'immaginazione, la spontaneità vengono liquidate da Hegel come "romantiche fantasticherie"; solo le competenze tecniche e un bagaglio di esperienze ed emozioni intellettualmente governate, rendono l'opera veramente artistica.
Hegel distingue tra genio e talento. Quest'ultimo sarebbe la capacita' tecnica che si esprime in un particolare campo; quello che comunemente si dice "bravura" e, mentre il genio si accompagna sempre al talento, questi puo' essere presente anche da solo.
TALENTO
abilita' innata nel fare qualcosa
Ha un vero talento per la musica!
1 attitudine inclinazione dote naturale per qualcosa
Ha un particolare talento per le lingue.
2 ingegno capacita' intellettiva
un ragazzo di talento
3 genio persona dotata di capacita'
Fin da bambino era un talento.
desiderio; volonta' disposizione, inclinazione dell'animo
grande ingegno; genialita'
1 Complesso di doti intellettuali; capacita' , bravura, ingegno: t. artistico, letterario, scientifico; un attore di t.
Mi chiedevo se voi siete d'accordo su quanto scritto o se pensate che queste non coincidano con le vostre personali definizioni di genio e talento; e, soprattutto, in quale definizione vi sembra piu' opportuno "classificare" Elvis e perche'.