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Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:19
da admin
Inauguro il Topic dei viaggi, parlando dell'ultimo da me fatto, ma solo il primo di quelli che voglio raccontarvi...
si io sono come un piccione viaggiatore...sempre in giro!!!!
Ad agosto 2006, valigia alla mano, sono partita sola soletta alla volta degli Stati Uniti:
un viaggio tutto fai da te, preparato pazientemente durante l'anno.
Voglio fare un po' da guida turistica, e raccontarvi come l'ho organizzato, i costi, le difficolta', le cose che ho scelto di vedere e non.
Molte delle informazioni che vi riporteo' sono frutto della mia esperienza personale e molte della mia " Bibbia di Viaggio"
(dai scusate la citazione un po' blasfema): parlo delle guide deli USA della Lonely Planet...davvero indispensabili.
allora...comincio con qualche premessa.
1. Totale giorni del viaggio 21 ( 16 Agosto - 10 settembre), aereo compreso, da me suddivisi in 5 citta':
Chiacago 4 gg; St. Louis 3 gg; Memphis 6 gg ( chissa' perche'?); Nashville 5 gg; Atlanta 3 gg.
2. Costo del volo Milano - Chiacago e Atlanta - Milano € 900,00 ( tasse e asssicurazioni incluse)

Per usufruire di una tariffa simile, ho dovuto pero' prenotare il volo a febbraio, con l'opzione della perdita della somma in caso di mancata partenza...ma il gioco valeva la candela.
Ricordate che per l'ingresso negli USA e' necessario il passaporto digitale:
in volo poi vi chiederanno di compilare una sorta si autocertificazione con i dati e le motivazioni del viaggio, che vi
chiederanno personalmente anche alla dogana di ingresso;
3. Pernottamenti in alberghi di media categoria, della catena "La Quinta Inn"...molto diffusi in America....
li consiglio: camere spaziose e pulite, bagno in camera con ogni confort, televisore, telefono, internet Wi-fi ( negli Usa lo
trovate anche nei parchi)....spesa complessiva pernottamento e colazione inclusa ( buffet continentale) € 1.300,00
4. A tavolino ho poi studiato il modo di spostarmi da una citta' all'altra:
avrei voluto farlo in treno, ma le linee locali, specialmente nel sud/est degli States non sono un gran che'.
Alla fine ho optato per i Greyhounds...i mitici buses...presenti in ogni citta' ...economici.
Il servizio non e' male..molto usato sopratutto dalla gente comune...meno da chi si sposta per affari.
Poi lo scrivero' nel dettaglio, ma considerate che ogni spostamento da citta' a citta' , era di media di 8/10 h...
Lo so, non molto comodo...ma vi giuro che se tornassi indietro lo rifarei, per l'esperienza....il contatto con la gente, e i posti che stato dopo stato ho visto....
Ho visitato 5 citta', ma sopratutto ho attraversato 5 Stati: Illinois, Missuri, Tennesse, Kentucky e Georgia..e, anche se solo dal finestrino o dalle stazioni di sosta, ho visto un milione di paesaggi diversi.
Costo totale del trasporto circa € 400,00. (tra Greyhound e taxi)

To be continued....

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:24
da admin
Chicago - Illinois

"La citta' del vento" come e' chiamata per la brezza che sempre vi soffia grazie all'affaccio sul lago Michigan ( 18 miglia di spiaggia favolosa - circa 29 chilometri.
Ci sono - 6 ore di fuso orario.
La citta' e' bellissima, grande ma molto vivibile....al centro c'e' il Loop, un po' il nodo nevralgico della citta', poi e' divisa in quartieri, come una scacchiera.
In America, le citta' cono cosi' grandi, che sui cartelli con il nome delle vie, viene indicata anche la direzione da seguire:
ad esempio Unino Ave 1000 N, significa che siete al numero mille in direzione nord...va di per se' che ne esiste uno in direzione sud, questo per evitare una numerazione che potrebbe arrivare a cifre con piu' di 4 zeri.
La citta'  e' tranquilla, anche di sera, ma si devono evitare i quartieri periferici.
COSA HO VISTO
Innanzitutto, devo ricordare che Chicago e' famosa per diverse cose:
il lago, la squadra di basket ( i Chicago Bulls), la pizza ( per un italiano immangiabile, ma per loro la migliore), il Blues e l'inizio della Route 66.
Ma, per chi ama l'architettura , e' importante anche per i grattacieli ( la cosiddetta scuola di Chicago ha dettato legge in materia fin dall'inizio del 900).

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Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:26
da admin
Chicago e' stata quasi completamente distrutta nel 1871 da uno dei piu' grandi incendi della storia americana.
La leggenda vuole che sia stata colpa di una mucca che calciando una lanterna, incendio' la paglia della stalla.
Allora Chicago era una citta' povera, fatta di case di legno...e ci mise davvero poco a prendere fuoco.
Questo e' il motivo per cui non ci sono molti edifici storici:
l'unico sopravvissuto a quell'incendio e la Water Tower, l'antico acquedotto ,alta 50 m.
Niente di che esteticamente, ma comunque e' un cimelio.
Bellismo e imponente e' invece il Wringley Building, con a fianco la Tribune Tower, sede dell'omonimo quotidiano di Chicago, la maggior testata insieme al Sun-Times.
Si stagliano nel cielo blu, con i loro muri bianchi che brillano sia di giorno che di notte...cosi' moderni eppure con le guglie in stile gotico.

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Camminando per Chicago, rimani incantato dai colori: e' una metropoli dall'aspetto molto europeo...piena di verde e con degli scorci suggestivi bellissimi sul Chicago river.

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To be continued...

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:29
da admin
COSA HO VISTO A CHICAGO:

1. LAGO MICHIGAN

Arrivare al Lago e' estremamente facile e comodo. con i buses o anche a piedi.
Vi troverete al Navy Pier, che e' il lungo molo sul lago, con la sua immensa ruota panoramica, i negozi i ristoranti e il centro commerciale.


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A poca distanza troverete anche il Magnificent Mile ( il meraviglioso miglio), un po' la Rodeo Drive di Chicago, con i negozi e le boutiques all'ultima moda e quanto di piu'
lussuoso la citta' possa offrire.

Per curiosita' vi dico che il palazzo pu' bello di questa via, e' di Giorgio Armani e ospita la sede dell'Emporio Armani di Chicago. ( Italian Style Docet).
Attorno a quell'isolato c'e' poi la Holy Name Cathedral, sul cui sagrato Al Capone assassino' due boss ai tempi d'oro della Chiacago dei Gangasters;
ma la cosa piu' carina dell'isolato, e' sicuramente un grande McDonald, completamente in stile anni 50.

Sopraelevato e di forma circolare, davvero ricrea l'atmosfera dei telefilm stile Happy Days.
Tantissimi cimeli dello sport e del cinema, ma soprattutto, un ampio spazio all'aperto dove, sotto un'incredibile teca di cristallo, ci sono custoditi i cimeli di Elvis:

- alcuni dischi d'oro;
- una chitarra;
- la cadillac usata nl film Blue Hawaii...e altri oggetti a lui appartenuti!!!

Ho fatto le fotografie, ma la teca e' cosi'spessa, che il riflesso era troppo forte, e non sono uscite!!!

Chicago e'davvero incredibile:
al Millenium Park, troneggia l'Auditorium all'aperto di F.Ghery, grandissimo architetto, lo stesso che ha progettato il Museo Guggenheim di Bilbao ( quello della vecchia pubblicita' Vodafone).
Un luogo suggestivo, circondato dai grattacieli, all'aperto, dove poter ascoltare la musica...una volta c'erano i gazebi nei parchi....oggi questo!
e la musica regna sovrana a Chicago...tantissimi locali e Blues club...ma sopratutto artisti incredibili ad ogni angolo della strada.
L'ultima fotografia e' un'istallazione davanti al Museo di Arte contemporanea...noterete che si tratta di una Fiat Punto...

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l'istallazione non l'ho capita, ma non potevo non fotografarla!!!


To be continued...

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:31
da admin
Per spostarmi da una citta all'altra, ho scelto il Greyhound, il servizio di buses piu' famoso degli Strati Uniti:
ci sono piu' di 2.400 stazioni: praticamente dalla costa est a quella ovest e' possibile viaggiare in questo modo.
Le stazioni sono di solito in zone centrali, facilmente raggiungibili.
Hanno una biglietteria, un deposito bagagli, punto ristoro ( a volte anche ristorante e negozi) e sala attesa con bagni.
La tipologia e' piuttosto simile a quella delle nostre stazioni ferroviarie: un grande cartellone luminoso indica gli arrivi e le uscite alle quali affacciarsi per le diverse destinazioni.
Sono luoghi tranquilli, sorvegliati;
certo non credo di notte sia lo stesso, ma io ho cercato di viaggiare solo di giorno.
I biglietti sono decisamente piu' economici di quelli dei treni.
I Buses, non sono brutti: sono comodi, grandi, dotati di servizi e aria condizionata.
Sono sempre pulmann di linea, e quindi non ci si puo' aspettare la prima classe.
Puliti appena alla sufficienza
Ma tutto sommato accettabili
Si possono protare un certo numero di kg ( in realta' pesati in libbre ) di bagaglio:
per l'eccesso c'e' una sovrattassa per ogni libbra in piu'.
Sul bus si puo' mangiare e bere..

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Ho scelto di viaggiare in questo modo, in primis per i soldi: dovendo spostarmi per migliaia di km, l'aereo era per me improponibile!
Volevo poi poter sfruttare ogni minuto di questo viaggio: dopo averlo sognato e aspettato per tanto, non mi andava di sorvolare i cieli e non capire quello che mi circondava.
Con l'Mp3 ed Elvis nelle orecchie, ho passato ore e ore a guardare fuori dal finestrino.
E vi giuro e'stato altrettanto bello che visitare le citta':
Partenza
CHICAGO, Illinois ---> fermata a Springfield ---> Arrivo St.Louis, Missouri
durata : 6 ore
2° tratta
Partenza St. Louis, missouri --> attraverso l'Arkansas Arrivo Memphis, Tennesse
durata: 6 ore
3° tratta
Partenza Memphis, Tennesse --- > Arrivo Nashville, Tennesse
durata: 4 ore
ultima tratta
Partenza Nashville, Tennesse ---> Arrivo Atlanta, Georgia
durata 6 ore
Totale ore: 22 ore di viaggio escluso attese alla stazione e soste piu' di 2000 km di strada

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:35
da admin
Tanti km...ma quasi non me ne sono accorta ;
la mia attenzione era continuamente catturata dall'esterno-
Da Chicago a St. Louis ho viaggiato sulla mitica Route 66, "the Mother Road"
cosi' definita dallo scrittore John Steinbeck nell'epico "The Grapes of Wrath" (Furore)
Pensavo a film come "Easy rider" o alla canzone "Heartland" degli U2.
La route e'da sempre il simbolo della liberta', del viaggio alla scoperta dell'America e di se' stessi.

Una bellissima filastrocca-inno alla Route e' del jazzista Bobby Troup del 1946:
Get Your Kicks on Route 66
Tradotto potrebbe essere "alza I tacchi sulla route 66", ma non rende in maniera efficace un sentimento che e' piuttosto uno stato mentale:

If you ever plan to motor west
Travel my way, the highway that's the best
Get your kicks on route 66

It winds from chicago to l.a.
More than 2,000 miles all the way
Get your kicks on route 66

Now you go thru st. looey, joplin, missouri
And oklahoma city looks mighty pretty
You'll see amarillo, gallup, new mexico
Flagstaff, arizona, don't forget winona
Winslow, barstow, san bernardino
Won't you get hip to this timely tip
When you make that california trip
Get your kicks on route 66

La U.S. Route 66 o Route 66 e' una highway statunitense.
E' una delle prime highway federali: fu aperta l'11 novembre 1926, sebbene fino all'anno seguente non vennero installati tutti i cartelli indicatori.
Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraverso gli stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California.
La distanza complessiva era di 3.755 km (2.347 miglia).
La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest e supporto' l'economia delle comunita' attraverso le quali passava. Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarita' della strada, ed alcune di queste combatterono per tenere in vita la strada dopo la nascita del nuovo Interstate Highway System.
La US Route 66 fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre fu rimpiazzata dall' Interstate Highway System.
La strada esiste attualmente con il nome di "Historic Route 66".

E cosi' tornata sulle mappe in questa veste.
Lungo la Route e duante tutto il viaggio con i Greyhound, ho visto quello spaccato di America che per tutta la mia vita ho conosciuto attraverso il cinema, la televisone e e la pubblicita' .
Sono assolutamente consapevole che non e' tutto oro quello che luccica e che l'America e' una terra di profonde contraddizioni!
Alla fine del mio racconto mettero' anche alcune mie considerazioni nate durante il viaggio.
Al di la'  di tutto, il territorio e la cultura americana, sono affascinanti,
con quel loro modo di essere pop. E anche un po' kitch, ti cattura: le forme, i colori, gli spaziti conquistano!

Ricordo che un giorno, appoggiata al finestrino, guardo la strada e vedo passare di fianco un enorme, mastodontico Truck: quei camion enormi, tipici degli USA.
Non mi ha stupito tanto la dimensione, quanto il carico: ad un tratto mi vedo scorrere davanti al finestrino l'interno di una casa.
Completamente arredato, con tanto di tappeti e tendine!!
Vedevo l'interno, completo.
Sono rimasta sorpresa!
La persona che viaggiava di fianco a me, ha sorriso,davanti alla mia espressione.
Ho cominciato a chiacchierare con lei, e mi ha spiegato che non è insolito vedere cose del genere.
Le case sono prefabbricati;
oggetti posti sul terreno e come tali possono essere spostate.
Mi diceva che i piu' fortunati, in caso di trasloco, si portano via tutta la casa, e la impiantano in un'altra citta' .
Certo non e' possibile farlo con tutte le case, ma con quelle più nuove e moderne.
L'America: megalomane in tutto!!!

Ricordo il mio passaggio davanti al lago Chattanooga:
un bel posto, ma niente di speciale.
L'ho sentito nominare cosi' tante volte che vederlo sembrava un evento incredibile.
Insomma:
viaggiare "on the road", mi ha dato la possibilita' di vedere oggetti e paesaggi che altrimenti non avrei potuto cogliere.
E poi di parlare con moltissime persone.
Ora dopo ora, anche se non vuoi disturbare e loro non vogliono disturbare te, qualche parola alla fine la devi scambiare.
Naturalmente, chi prende questi buses, non e' gente ricca; e alcuni compiono vere trasferte, traslochi con tutta la famiglia.
Su questi pulmann ho visto caricare anche poltrone,e invece di valigie balle di oggetti imballati nel cellophan.
La cosa che non mie' piaciuta per niente, e' il sistema con cui ti imbarchi.
Durante la mi prima trasferta sono stata molto fortunata: dovevo lasciare l'albergo alle 11 e il bus partiva alle 13.
Avevo pensato di andare alla stazione, fare il controllo bagagli e lasciarli in deposito fino alla partenza, e nel frattempo farmi un giro per la citta' .
Ma arrivata la' mi sono accorta che gia' due ora prima della partenza ,c'erano persone in fila per la mia stessa destinazione.
Bagagli appoggiati per terra e loro seduti sopra ad aspettare...mi sono avvicinata e ho chiesto.

Il mio stupore nell'apprendere che il posto, numerato e prenotato, in realta' andava conquistato!
Chi prima arriva meglio alloggia:
all'arrivo del bus si sale finche'e' pieno ...e sono stati ventuti piu' biglietti si deve aspettare il bus successivo!
E questo significa anche aspettare ore e ore.
Fortunatamente l'ho scoperto subito al mio primo imbarco!
Quindi, a chi dovesse servire,e' buona regola trovarsi alla stazione dei pulmann almeno un'ora prima della prevista partenza:
un po' come in aereoporto per il check in!

To be Continued...

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:54
da admin
St Louis, e'una citta' particolare:
non enorme, affacciata sulle rive del fiume Mississipi.
Ovunque si sente musica e si respira l'aria della"Dixiland"
Ci sono stata pochissimo, solo di passaggio sulla via per Memphis, ma mi a' piaciuta.
Il suo simbolo e' il "Gateway Arch", costruito nel 1965 dall'Architetto filndese Saarinen, in occasione di un'expo.
Come succese anche per la Tour Eiffel, piacque cosi' tanto, che da installazione temporanea divenne definitiva.
E' alto 192 m e la base misura lo stesso.
E' possibile salirvi in cima e vedere la citta', e sotto, c'e' un importante museo della tecnica, dove e' custodito il primo aereo che ha solcato i cieli, il famoso "Spirit of St.Louis".
Io non sono riuscita ne a salire ne ad entrare al museo, causa lavori in corso.
Ma l'arco mi ha conquistata:
lo si vede da ogni punto della citta'  e si staglia contro lo splendido cielo blu di questa regione.

Uno spettacolo!

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Il Mississipi e' sicuramente l'attrattiva piu' interessante della citta'.
E' possibile salire su un battello e per pochi dollari fare una gita sul fiume.
La Mississipi Queen, un fantastico battello "old Style" ancora funzionante, per 500 dollari ti porta dalla Pensylvania fino alla foce del Mississipi in un'incredibile crociera attraverso il profondo sud.
Io, sono salita su un piccolisimo battello , il "Tom Sawyer", che pero' mi e' piaciuto anche solo per il nome.
E per mezz'ora ho navigato sul fiume.

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Suggestivo anche il vecchio ponte della ferrovia segreta, quella attraverso la quale gli
schiavi riuscivano a scappare dal sud verso il nord.
Gli Spirituals che i neri cantavano durante la raccolta del cotone, erano molto spesso messaggi in codice:
nascondevano le indicazioni per poter scappare e tentare di conquistare la liberta'.

Lungo il fiume ci sono diversi battelli-casino':
la sera salpano e passano la notte lungo il fiume, permettendo di giocare nelle sale al loro interno.

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E la "Old Courthouse" ricorda le atmosfere dei film come "Via col Vento", in tipico stile coloniale.

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Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 01:55
da admin
By Deliziosa

Ciao Coffe! Wow!!!! Hai fatto un viaggio davvero da BRIVIDO!!!!!
Anche io ti ringrazio...hai fatto una cosa GRANDE a iniziare un topic cosi'....
Ci hai resi non solo partecipi ma ci hai trasformati in veri e propri PROTAGONISTI del tuo FANTASTICO viaggio nei FAVOLOSI United States of America!!!!
Guarda, in certi momenti e' come se io avessi visto un po' attraverso i tuoi occhi e te ne ringrazio...sei generosa a farci vivere le meravigliose emozioni che tu stessa hai provato!
Sul Sears Tower ti do ragione...anch'io avrei avuto paura! Pero'dai se fossi stata li' con te ci avremmo dato coraggio.... se coraggio di pecora inferocita!
Pero'che belle le tue foto! Davvero tutte belle!!!
Chicago e' un SOGNO!
Anche il Wringley Building e il Tribune Tower sono proprio da vedere!
E il lago Michigan com'e' romantico!!!!
McDonald stile Happy days!!!! MITICO!!!! Con gli oggetti appartenuti a Elvis!!!! STRAMITICO!!!! Peccato che le foto non ti sono venute!!!! ...
Il Millenium Park con la punto con la roulotte ficcata nella strada!!! troppo forte!!!
E poi la MITICA linea Greyhound!!! Viaggiavano su quei pulmann anche i coristi e la band di Elvis! Li ho visti in qualche documentario!
La mitica Route 66!!! On the ROAD!!! E' un modo di dire che e' entrato anche nella nostra lingua per dire viaggiare libero!!! WOW TROPPO MITICO IL TUO VIAGGIO COFFE!!!
Ma poi ci hai fornito consigli davvero molto utili e preziosi...anche dettagli che non sono per niente da sottovalutare!
Prezzi, consigli, indicazioni...hai fatto benone...dai continua a deliziarci...chissa' un giorno potro' anch'io atterrare suI FATASTICI U.S.A....mah spero di si'.....

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 02:02
da admin
Ho provato e riprovato a scrivere le mie mozioni all'arrivo a Memphis, in modo diverso da quello che ho fatto qualche tempo fa.
Ma non ci sono riuscita.
Ho scritto quelle righe con il cuore, e non riesco a discostarmene..
Allora, ho deciso di "integrarle"...
Sono arrivata alla stazione dei Greyhound Buses, a tarda sera.
Esausta ma felice..finalmente ero a Memphis..nella terra del Delta Blues..
Il testo di "Walkin in Memphis" mi rimbombava nella mente..
Dal momento in cui sono scesa da Bus fino all'albergo, sono stata come in una specie di torpore..
Ho cominciato a sognarlo ancora bambina, e finalmente, ero riuscita ad arrivarci, esattamente come volevo io..
Memphis si trova lungo la riva est del Mississippi:
nella zona chiamata Down Town c'e'¨ la mitica Beale Street, e Graceland si trova circa 3 miglia a sud ( poco meno di 5 km) lungo la US 51 chiamata anche "Elvis Preslet Blvd", al numero 3717.
Il giorno dopo il mio arrivo, mi sveglio presto: fa caldo ed e' umido, ma non insopportabile considerando che e' agosto..

Sto sdraiata sul letto e guardo fuori dalla finestra:
il cielo e' azzurro, c'e' un po' di aria che muove le foglie.
L'albergo e' carino, tipico, mi ricorda l'ambientazione di molti fil, e questo non fa che aumentare la mia gioia di essere li'.
Mi preparo e prendo l'autobus proprio davanti all'ingresso dell'albergo:
il centro citta' e' a circa 20 minuti, passando davanti allo Zoo e all'Universita' .
Scendo davanti all'Orpheum Theatre, cimelio ricostruito nel 1928 e poco piu'avanti, all'incrocio con 2nd Avenue vedo la piazza con al centro una statua di bronzo.

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Inconfondibile e' Elvis, con la chitarra a tracolla...e dinnanzi al teatro inizia la walk of Fame, con il marciapiede in cui sono incastonate le note a memoria dei grandi della musica.
Per la maggior parte a me sconosciuti, ma il mio cuore sussulta davanti a quella di Elvis e di B.B.King ( Blues Boy King come molti pensano...in realta' BealeStreet Boy King.. altro grande, cresciuto grazie al nostro Sam Philips!!!).
A questo punto sono davanti a Beael Street..

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La Beale Street di oggi, purtroppo non e' la stessa che vide Elvis, perche' e' stata completamente demolita negli anni 70, poco dopo l'assassinio di Martin Luther King, per poi essere ricostruita secondo nuove logiche urbanistiche..,quello che rimasto intatto e' il fascino della musica che questa strada rappresenta.
Al mattino non la riconosco rispetto alla fotografie che ho sempre visto:
e' colorata e gli edifici in mattone rosso spiccano sul cielo blu, ma e' tranquilla, poca gente in giro.
Ovunque pero' leggo il nome di Elvis:
il nome di un locale, di un negozio, di un sandwich..
Il suo nome e il suo volto sono ovunque e su qualsiasi cosa.
Se da una parte questo mi riempie il cuore, dall' altra mi infastidisce un pochino.
Lo trovo un po' esagerato, anche perche' non tutti gli oggetti che vedo sono esattamente di buon gusto.
Avevo sentito parlare di un negozio particolare che dicevano fosse unico e assolutamente da visitare:
Schwab's, a occhio e croce una merceria, su tre piani, con una vetrina impolverata.
Entro ...ne rimango rapita....
come in ogni negozio americano non ti prestano attenzione, non ti chiedono niente....mi trovo sommersa da milioni di oggetti...parrucche..cappelli di ogni genere...spartiti musicali...stivali di gomma..ombrelli..gadget..Elvis in spille, statuine, piatti...
il pavimento e' di legno scricchiola ad ogni passo...la vetrina e' schermata da una tapparella che lascia filtrare la luce che illumina l'immensa quantita' di polvere
che si alza ogni volta che tocchi un oggetto...mi sembrava di essere sul set del film " Angel heart".
Per non smentire questa sensazione, all'ultimo piano, trovo il lato "dark" di Memphis..
Sugli scaffali ci sono boccettine e ampolline, polverine colorate e pozioni strane..bamboline voodoo e manuali per pratiche esoteriche.
li'...tutto impilato a caso, eppure con una parvenza di sapientemente esposto.
Accanto alle tinture per capelli e ai bigodini per signora.
Sono ancora straripante di curiosita', quando ecco l'incontro piu' devastante avuto con questa magica citta':
improvvisamente sono pervasa da uno strano profumo..che subito mi diventa familiare.

E' cannella, mela e pane caldo..E'zafferano..
sono spezie..e' pepe..
E' il profumo dei biscotti natalizi allo zenzero..
mi conquista ma mi punzecchia il naso..
mi stordisce e allo stesso tempo me ne innamoro..
Da quel momento in ogni angolo vivo di Memphis l'ho ritrovato..amplificato dal caldo e dall'afa di agosto
dall'aria che appiccica a che te lo cuce addosso..
tanto che quando arrivi in albergo ancora lo senti..
e questo profumo che non mi ha più abbandonato..
Adesso quando chiudo gli occhi e penso a Memphis,lo sento come se fossi ancori li'.
E' il profumo del tramonto estivo..dell'aria calda delle sere d'estate..
E' il profumo delle canzoni di Elvis..del ritmo di " That's all right"
E' il profumo della pioggia quando tocca l'asfalto rovente dal sole..


La giornata trascorre gironzolando su e giu'..fino al fiume, passeggiando lungo la sua riva, guardandomi intorno..
Verso le cinque del pomeriggio sugli edifici di mattoni rossi cala il sole..
L'atmosfera e' ancora piu' calda:
mettono delle transenne di legno bianco all'inizio e alla fine della strada, in modo da bloccare l'accesso delle macchine.

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I locali si animano.

Durante tutto il giorno la musica ha regnato incontrastata, ma adesso iniziano anche gli spettacoli live.
In uno di questi locali, un impersonator comincia il suo show..
Dalla strada lo sento cantare:
la voce somiglia molto a quella di Elvis e cosi' istintivamente mi fermo davanti al locale a guardare.
Indossa una jumpsuit verde, occhiali e parrucca di rito: sono piuttosto lontana e ovviamente nell'insieme sembra assomigliare ad Elvis.
Ma subito un addetto del locale, mi fa notare che non posso fermarmi fuori: se mi interessa devo entrare e pagare il biglietto e la consumazione.
Ringrazio ma passo oltre.
Ormai e' tutto il giorno che sono in giro e comincio ad avere fame, cosi' mi fermo in un pub piu' avanti.
Ha un bel giardino pieno di piante e sul palchetto all'esterno si stanno preparando per cantare.
Prima si esibisce una cantante di colore con alcuni musicisti: cover di Aretha Franklin e Tina Turner..molto brava.
poi salgono sul palco una donna, un uomo ed una bambino ( occhio e croce di 12 anni).
si presentano, sono una famiglia, vengono da New York e passano le estati nel sud per suonare:
la donna canta e suona la chitarra, l'uomo suona il basso e il bambino le percussioni, la batteria e le congas.
Sono bravissimi..il bambino e' bravissimo!!
Rimango incantata da quanto e' bravo!!!

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La sera la strada comincia a riempirsi. E' completamente diversa da come lo e' stata fino a poco prima: una giostra di luci e neon..gente che beve nei locali..musica ovunque..
perde un po' della magia del pomeriggio, ma comunque si respira l'aria del sud.
Verso mezzanotte mi dirigo alla fermata dell'autobus.
Non ho paura..c'e' tanta gente intorno, anche se effettivamente non tutti hanno un aspetto rassicurante.
Incontro un ragazzo con un contrabbasso e cominciamo a chiacchierare.
E' canadese ed e' a Memphis per studiare musica:
mi dice che ha studiato anche a Parigi e che la' ha conosciuto la sua ragazza che e' di Firenze..gli dico che sono italiana, e troviamo un milione di argomenti di conversazione.
Saliamo insieme sul bus e chiacchieriamo fino a quando scende:
ama la musica, ma non ne sa niente di Elvis.. non e' il suo genere..
Beh ..almeno lui a Memphis...tutto sommato non mi dispiace..
so che e' contradditorio, ma mi e'parso come un barlume di lucidita' in un deliro collettivo a suon di rock , di cui io stessa non solo facevo parte, ma volevo con tutte le forze farne parte.
Sceso lui, mi guardo in giro e veso che sono rimasti con me sul bus, un paio di uomini ed una donna vestiti con una strana tuta arancione.
Al momento non mi sembra strana e associo la cosa ad un' uniforme da lavoro..
Solo poco piu' avanti, quando li vedo scendere davanti al penitenziari, mi rendo conto che era si un'uniforme.... ma non da lavoro!
Dentro di me sorrido e penso che per tutto il viaggio ho pensato ai film che avevo visto, ma che in quest'occasione non mi era venuta in mente la tuta arancio, che pure al cinema avevo visto un sacco di volte.
La mia prima giornata a Memphis finisce cosi'.

To be continued

Re: Il mio primo viaggio in America

Inviato: 05 mar 2009, 02:08
da admin
Il mattino dopo, decido di godermi un po' l'albergo (la piscina) prima si andare di nuovo in citta' :
ancora non sono pronta per andare a Graceland quindi visiterò prima la Sun, la fabbrica della Gibson e gironzolerò ancora un po' per Memphis.

Sun Studio al 706 di Union Ave...


Dopo aver preso il solito bus, mi dirigo verso il Peabody' Center e, cartina alla mano, decido d' incamminarmi verso gli studios....
E' una bella giornata, calda ma non afosa e mezz'oretta di strada ( a occhio, in linea d'aria, dalla cartina non poteva essere di piu'!) a piedi non mi spaventava di certo....
nel frattempo non mi voglio perdere nemmeno una mattonella della città...voglio battuta centimetro per centrimetro"...O almeno così Pensavo!
in America tre cose bisogna sempre ricordare:
- le distanza sono infinite persino dai bordi della stessa strada;
- non esistono marciapiedi ai lati delle strade...anche perche' a strada piu' piccola ha le dimensioni di una tangenziale;
- I WC si riempiono di acqua sino all'orlo... ( magari di questo parleremo in un altro momento)
Comunque, dopo 15 minuti, mi ritrovo a piedi in mezzo ad un'autostrada...
Cellulare alla mano...chiamo un taxi...e finalmente eccomi!!!!!
L'ingresso attuale e' piccolo...semi nascosto..
Dinnanzi troneggia una splendida Cadillac, e una grande targa che ci ricorda che, nel luglio del 1954 Elvis ha fatto proprio li', la sua prima incisione..
Finalmente....il mio primo incontro con Elvis...
Mi trovo davanti a un edificio di mattoni in cotto, di un rosso scurissimo dove immenso troneggia il logo " SUN"...
tutto è rosso, fatta eccezione per una facciata, bianca, immacolata...
esattamente come lo era cinquant'anni fa...
ci sono due grandi vetrate rettangolari dietro le quali si intravedono le classiche tapparelle da ufficio a strisce...
ci sono due scritte fatte con il tubolare neon
"Memphis Recording Service...."

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Siamo negli studio....

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Un simpatico ragazzo ( poi scopriro' chiamarsi Mark ) ci fa da guida...ormai e' una settimana che sono nel sud degli States, prima a St. Louis ora a Memphis.
L'accento che tanto mi aveva disorientato al primo impatto, mi suona familiare...quindi non perdo una parola..
Innanzitutto ci invita a moderare il tono di voce e a scattare fotografie senza l'uso del flash, ricordandoci che ci troviamo in un museo e che, come tale, dobbiamo rispettarlo.
Questo mi fa molto piacere, perche' in linea con il mio stato d'animo...
sono in posto sacro per la musica....e cosi' desido lo vivano tutti!
Uno dei miei crucci e' di assumere espressioni che subito lasciano trasparire il mio stato d'amino...mi guardi negli occhi e capisci tutto quello che mi passa dentro..
anche quel giorno deve essere successo...
Ero emozionata, al limite dello svenimento...
fin dalla prima volta che ho letto di Sam Philips, da bambina, ho sognato e immaginato quel luogo...
Mark legge la mia emozione e ogni tanto mi fa un piccolo sorriso rassicurante...
Continua il tour e Mark racconta..
si interrompe e con il telecomando in mano, ci fa sentire alcune registrazioni bellissime...
ricordo quella della versione originale di " Houd Dog" di Big Mama Thornton del 1952, quattro anni prima cheElvis la rendesse un successo planetario..
ovviamente arriva l'inevitabile confronto tra la Blue Suede Shoes di Carl Perkins del 1955 e quella dell'anno dopo di Elvis...
poi tutto si ferma per un attimo...silenzio...noi ci guardiamo un po' sbigottiti...Mark pigia di nuovo il telecomando .............ed e' magia...
That's all right..
mi sento catapultata indietro nel tempo...divento spettatrice delle Sun Sessions...
improvvisamente mi vedo tra il pubblico del meraviglioso trio...
The Blu Moon Boys...Elvis, Scotty e Bill per un istante sono dinnanzi a me...
La registrazione e' sporca, imperfetta...ma calda ed emozionante come mai ne avevo sentite.
Mi vergono a dirlo, ma non ho saputo trattenere le lacrime...
essere li' era il sogno di una vita...ascoltare li' quella canzone ... e' stato devastante...
Anche la nostra guida se ne e' accorta e mi dà un buffetto carino sulle spalle...un gesto tenero.
Passato il delirio di quel momento, scendo per una scala stretta e mi ritrovo nell'ufficio di Marion Keisker....l'ingresso della vecchia Sun..
ormai sono in uno stato di trans permanente.
Istintivamente mi dirigo verso la piccola porta d'ingresso, dagli stipiti bianchi..
sono dietro le mitiche vetrine dalle scritte al neon..sto per sfiorare la maniglia...
Mark ( probailmente temendo un nuovo fiume di lacrime) mi si avvicina e con tono da presa in giro mi dice " ok.....sai che stai per toccare la stessa maniglia che ha toccato Elvis?...ehi te ne rendi conto?"
Eccola...ancora una volta era palese a cosa stessi pensando...sono diventata bordaux dalla vergona!

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continuo a guardarmi intorno ed arrivo all'ultima sala dove su ogni cosa troneggia un piccolo pianoforte verticale con uno sgabello imbottito dalla tappezzeria consunta, rosa a stampe floreali.
Semmai avessi avuto dei dubbi su cosa stessi mai guardando, la gigantografia del "Milion Dollar Quartet" appesa alla parete me li ha subito tolti.
E non c'e' altro da aggiungere.
Continua...e siamo a Graceland!
P.S ( le attenzioni di Mark scopro essere un'abile mossa di marketing, dato che all'uscita ci offre di acquistare il suo cd....ovviamente dopo tanta gentilezza non ho potuto rifiutare....carino...un po' troppo Oasis per i miei gusti...lontano mille miglia dai miti della Sun)