Hanno detto di lui

L'immagine privata di Elvis
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Hanno detto di lui

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By Perla

Quando Elvis nacque suo padre, Vernon, riferi' piu' tardi di aver visto una luce azzurra nel cielo sopra la modesta abitazione a due stanze dei Presley. Tuttavia i resoconti futuri, dicono che il padre di Elvis era troppo ubriaco da rendersi conto perfino che il primo bambino era morto.
Elvis e il gemello
Le rivelazioni postume piu' controverse sulla vita di Elvis sono quelle relative alla sua relazione con il gemello nato morto, Jesse Garon. Quando Elvis era ancora in vita, Jesse non appariva cosi' importante.
Albert Goldman e' stato il primo biografo a sottolineare il ruolo di Jesse, sebbene molte delle sue rivelazioni siano state messe in discussione. Billy Smith sostiene che l'idea che Elvis sentisse la voce del fratello Jasse Garon a partire dall'eta' di quattro anni e'una "stupidaggine colossale" e altri amici hanno dichiarato di aver frequentato Elvis per anni prima che lui accennasse al fratello.
Tuttavia l'amico d'infanzia James Ausborn racconto' alla biografa Elaine Dundy che, quando era un ragazzo e viveva a Tupelo, Elvis spesso gli diceva: "Voglio andare a trovare mio fratello".
Allora andavano al cimitero di Princeville e " lui fissava la tomba e parlava un pò con Jasse; dopo la visita il suo umore migliorava sempre".
Larry Geller sostiene che Elvis avesse sentito la voce di Jesse che lo esortava a "prendersi cura degli altri"; tuttavia afferma: "Non raccontava molto del gemello, e non parlava con lui."
Gli psicologi affermano che la perdita di un gemello puo' lasciare al fratello sopravvissuto un senso di incompletezza, perdita e colpa. Sarà forse questa la ragione per cui Sam Phillips affermo' che Elvis "temeva di essere ferito piu' di qualunque altra persona che io abbia mai incontrato?"
Potrebbe anche spiegare cosa intendesse Sidney Lumet quando parlava di Elvis e del suo spirito inquieto, che il regista definiva "non umano". Peter Whitmer, nella sua biografia a sfondo psicologico, sostiene che l'abbigliamento rosa e nero di Elvis fosse un tributo al fratello: rosa per il neonato e nero per la morte.
Alcune persone che conoscevano Elvis sostengono invece che questa e' psicologia di basso livello.
L'effetto piu' significativo della morte di Jesse Garon puo' essere stato quello di rafforzare l'intenso legame di Elvis con la madre; tuttavia, egli si procuro' molti sostituti del fratello, in particolare Red West, Scotty Moore e i cugini Gene e Billy Smith.
Geller riporta un sogno di Elvis sul suo gemello. " Disse che si trovavano tutti e due sul palco davanti a migliaia di persone, erano vestiti uguali e suonavano la chitarra. Poi Elvis mi disse: 'Sai una cosa? La sua voce era piu' bella della mia' ".

(Paul Simpson)
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Un appuntamento con Elvis

Il racconto inedito che segue, relativo a un doppio appuntamento che stava per finire male, e' stato scritto dal cugino di Elvis, Gene Smith, per il seguito del suo libro Elvis's Man Friday (edizioni light of day books).

Io ed Elvis avevamo 16 anni. Lui guidava la Lincoln Cosmopolitan del 1941 dello zio Vernon. Avevamo un appuntamento con Debra e Joyce, due ragazze nere che vivevano vicino a Courts (Lauderdale Courts, il quartiere dove Elvis abitava).
Erano due cugine: Joyce era venuta in visita da Chicago. Andammo a prendere Debra e Joyce di pomeriggio e guidammo verso una zona industriale deserta. Non andammo fino a li' perche' era un posto da coppiette, ma solo per stare in pace, cosi' potevo farli divertire con le mie imitazioni dei personaggi famosi della radio.
Al ritorno, Elvis rideva cosi' forte alle mie imitazioni dei versi degli animali che usci' di strada, e la Lincoln rimase impatanata. Cercammo di tirarla fuori e di mettere pezzi di legno e stracci sotto le ruote, ma la macchina sprofondava ancora di piu' nel fossato.
All'improvviso si fermo' una volante della polizia di Memphis e io ed Elvis risalimmo in fretta sulla Lincoln. Due grossi poliziotti bianchi ci puntarono un riflettore addosso, e quello che guidava ci chiese: "Che ***** state facendo là dentro?".
Elvis rispose, "Facciamo un giro dopo aver cantato nel coro, signore. Non diamo noia a nessuno". Uno dei poliziotti mi punto' il riflettore in faccia e io rimasi zitto, poi lo punto' su Joice, che era sul sedile di dietro con me e stringeva la mia mano cosi' forte che pensavo me l'avrebbe ridotta in poltiglia.
Joice e Debra piangevano sommessamente; avevano sentito un sacco di racconti terrificanti. Io ed Elvis pensavamo che ci avrebbero picchiato selvaggiamente.
Il poliziotto piu' alto avvicino' la faccia a Elvis e disse: "Non staro' nemmeno a chiederti la patente. Non voglio piu' vedere la tua faccia brufolosa da queste parti, ragazzo, perche' se ti rivedo la tua mamma non ti riconoscera' ".
L'altro poliziotto disse: "Farete bene a portar via queste ragazze". Elvis rispose che era quello che stavamo cercando di fare, ma la ruota posteriore si era incastrata. Il poliziotto piu' alto prese una grossa catena dal baule e rimase li' a fissarci. Io pensai che ci avrebbe picchiati con quella fino a ucciderci. Ci accorgemmo con sollievo che faceva cenno di legare un capo della catena al nostro paraurti anteriore e l'altro al retro della volante. I poliziotti dissero a Elvis di togliere la marcia e ci tirarono fuori dal fossato, poi sciolsero la catena e andarono via.
Joice sussurro': "Gesu', ti ringrazio", ed Elvis disse "Amen".
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In sala di incisione
Tratto da "Guida completa a Elvis Presley"
di Paul Simpson

L'elemento piu' evidente nei momenti in sala di incisione era la straordinaria presenza fisica di Elvis, specialmente dopo che il suo mito era cresciuto in seguito alla rottura con la Sun. "era diverso da tutti gli altri", ricorda Boots Randolph, "sembrera' ridicolo dire ke aveva una specie di aura intorno, ma nn saprei come altro chiamarla".
Il bassista Norbert Putnam ricorda chiaramente la sua prima session con Elvis nel giugno 1970. "Era di una bellezza sorprendente, quasi femminile, molto di piu' di quanto si veda nei suoi film o nelle foto. Arrivava indossando un mantello e un bastone con il manico a forma di testa leonina con occhi rossi rubino, come una specie di Dracula". Purtroppo il suo aspetto fisico si notera' per opposti motivi negli anni a venire: nelle ultime sedute di incisione a Graceland nel 1976, era ormai una figura massiccia che indossava pigiama e vestaglia. L'impattolvis in sala di incisione era molto forte anche prima delle sue apparizioni in stile Dracula. "Put" (come lo chiamava Elvis) ricorda: "La prima volta ke dovetti suonare nello stesso studio di Elvis, mi ricordo ke pensai, 'O Dio, fa' ke nn sia io a fare l'errore che potyrebbe rovinare una session di Elvis Presley'".
Wood ha ricordi anche piu' forti di come Elvis fosse una presenza importante anche prima della di Memphis del 1969. "Sapevo ke lui si trovava nel parcheggio sul retro: sentivo la sua presenza".
David Briggs, ke suono' per la prima volta con Elvis nel 1966, ricorda: "Ero terrorizzato. Avevo fatto un tour con i Beatles insieme a Tommy Roe, ma Elvis era tutt'altra cosa". La tensione di Briggs peggioro' quando venne chiamato a suonare bil pianoforte in Love Letters: "Aveva fatto spostare il pianoforte in modo da poterci salire sopra: ragazzi una situazione da brividi".
Fortunatamente, dice Putnam, "Elvis sapeva benissimo che eravamo tutti nervosi, e allora ci radunava sempre prima di cominciare e ci raccontava episidi che gli erano capitati e che ci facevano sbellicare dalle risa". Sebbene nella mitologia popolare siano entrati solo gli episodi piu' strani relativi alla presenza di Elvis in studio (dimostrazioni di karate durante la session del luglio 1973 agli Stax, sventolamento di armi a Graceland ecc.), l'immagine di Elvis tratteggiata da Charlie McCoy e' quella di una persona estremamente cortese.
"Prima di registrare, sia ke tu avessi gia' suonato con lui sia ke fossi un novellino, Elvis veniva a scambiare due parole e ti diceva ke era molto contento di averti con lui a suonare". Di solito, Elvis si riscaldava con qualche pezzo gospel oppure, negli anni a seguire, ascoltando le demo che inviavano i suoi editori. Boots Randolphricorda: "Non sapevi mai cosa aspettarti. Dato ke con lui non ci si limitava alle session standard da tre ore, sapevi che sarebbe potuta succedere qualunque cosa. Non mi sarei sorpreso di vederlo entrare in studio su una moto, ma in ogni caso era in grado di mettersi al lavoro all'istante, e trascinava tutti, e nn vedevi l'ora di entrare anche tu nella cosa il piu' velocemente possibile per dimostrargli che eri al massimo della forma".
La pressione era palpabile. Chet Atkins, passato alla storia per essersi addormentato durante una session nel 1966, nn venne piu' richiamato a incidere con Elvis. Lo studio era il regno di Elvis e il suo effetto su come veniva realizzata la musica era rivoluzionario almeno quanto il tipo di musica che si suonava.
Come riferisce l'ingegnere del suono Bones al biografo di Elvis Jerry Hopkins: "Elvis si produceva da solo i dischi. Arrivava alla seduta di incisione, sceglieva i brani, e se qualcosa veniva cambiato negli arrangiamenti era lui ke lo cambiava.
Tutto veniva fatto in maniera molto spontanea. Molte delle decisioni piu' importanti che in genere si prendono prima di una seduta in studio venivano prese durante la session. Elvis e' stato il pioniere di quella ke oggi chiamiamo produzione musicale".
In una cosa Elvis era unico. " Lui nn si metteva semplicemente davanti al microfono a cantare. Anche in studio metteva in scena un perfetto spettacolo alla Elvis Presley, che alla fine di ogni canzone lo lasciava sudato fradicio. E spesso andava in bagno ( e quando lo faceva i bagni venivano interdetti agli altri) con il suo aiutante per cambiarsi il costume e tornare con un abito completamente diverso", ricorda Putnam.
" Forse era un po' esagerato, ma in fondo metteva in scena il personaggio che aveva creato e che si chiamava Elvis Presley.
Poteva entrare e uscire da quel ruolo in un attimo. Mi ricordo ke una volta io e lui stavamo mangiando un panino, una delle poche occasioni in cui mi ero trovato da solo con lui in realta' , e mi disse: 'Put che ore sono?' gli risposi ke era circa l'una del mattino e allora lui mi diede un colpetto sulla spalla e mi disse: 'Put e' ora ke io vada e che diventi Elvis Presley'. Poi si alzo', attraverso' lo studio di incisione e prese il microfono: la sua voce era cambiata, era diventato Elvis Presley."
Una volta, un simile spettacolo "dal vivo" inscenato a una delle sue prime sedute di incisione alla RCA nel gennaio del 1956 fece restare di sasso anche Chet Atkins, un tipo notoriamente flemmatico, al punto ke questi telefono' alla moglie dicendole di correre in studio ("nn volevo che se lo perdesse per nulla al mondo", spiego'dopo).
Elvis aveva modi teatrali per entrare nella parte: quando doveva incidere Love Letters abbassava le luci e metteva candele sul pianoforte cosi' da poter leggere il testo, oppure per cantare "If I Can Dream" si contorceva sul pavimento.
JD Summer ricorda: "Quando Elvis era al massimo della forma era sempre chiaro che, qualunque fosse la canzone che stava cantando, quello era esattamente cio'che aveva in mente in quel momento".
Elvis aveva un orecchio formidabile e riusciva a imparare una canzone in un istante semplicemente ascoltandone la demo; era a suo agio con i musicisti a un livello che forse nn aveva mai raggiunto con gli altri esseri umani, a parte la famiglia.
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Mike Stoller ricorda: "Elvis era completamente aperto, amava il proprio lavoro, a volte incideva trenta provini e, non soddisfatto, ne voleva fare un altro.
Io e Jerry eravamo abituati a rimanere in sala d'incisione anche tre ore per soli quattro pezzi....buttavamo l'occhio all'orologio in continuazione.
Elvis prenotava la sala per il giorno intero, si faceva mandare il pranzo li' e ci restava finche' non era riuscito a ottenere quello che voleva".
Anni dopo, quando incomincio' a perdere il gusto delle registrazioni in studio, i suoi musicisti spesso contavano sulla sua generosità per fare un'altra registrazione. Putnam dice che uno di loro andava da lui e gli chiedeva di farne un'altra, magari dicendogli che uno dei musicisti aveva fatto qualcosa di sbagliato e Elvis acconsentiva sempre con entusiasmo. Le bizze che faceva in studio, anche se sono diventate famose, erano assolutamente rare e spesso, come afferma Runnie Tutt, innescate non da qualche mancanza dei colleghi (anzi, Elvis si prendeva sempre su di se' la colpa di un errore, chiunque fosse il colpevole), ma dalla presenza di materiale o apparecchiature tecniche scadenti.
Tutt ebbe a dire anni dopo: "Lo dico con parole mie, ma Elvis era convinto che l'arte della registrazione fosse un'arte da praticare dal vivo, non nelle quattro mura di uno studio. Su questo punto era un purista". Anche James Burton e' d'accordo: "Adorava la sensazione dell'esibizione dal vivo, non voleva mai registrare qualcosa su due piste a meno che non fosse strettamente necessario. E se questo succedeva dopo le prime tre-quattro prove, allora passava ad altro".
Questo tipo di approccio, associato al genere di esibizioni descritte da Putnam, non rendeva certo semplice catturare la personalita' di Elvis su un disco.
Man mano che le sue apparizioni in sala di incisione diventavano sempre piu' rare e, forse, man mano che perdeva fiducia nella sua voce, Elvis fece esattamente cio' che aveva fatto a Hollywood, e si rintano' dietro il suo entourage, che i suoi musicisti chiamavano "i portaborse", e dietro alle ali protettive di una miriade di coristi, il che non gli fece certo bene.
Forse non e' un caso che tre delle sue esibizioni migliori, incluse nell'album del 1973 registrato in studio, Elvis, siano state eseguite da lui, solo, al pianoforte.
Per Putnam era chiaro che il successo e quello che si portava dietro, le risate servili di molta gente e le grida che inneggiavano al "Re!" resero la vita dura a Elvis come cantante.
Putnam aveva smesso di suonare il basso durante le session in studio nei primi anni settanta per occuparsi della produzione, ma non perse mai un'occasione per lavorare con Presley.
"Capitava che fossi a Los Angeles, gia' pieno di impegni, qualcuno mi chiamava e io tentavo di rifiutare dicendo che ero gia'  troppo pieno di cose da fare, ma alla fine cedevo sempre. Come facevi a non trovare tempo per lavorare con il Re?"
Per quanto riguarda le storie di armi, dimostrazioni di karate e follie varie, e' un ricordo che gran parte dei musicisti che hanno lavorato con Elvis nei suoi 22 anni in sala di incisione condivide.
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By Snowbird

8 gennaio 2009 - Dal discorso di PRISCILLA in occasione della Cerimonia per il Compleanno di Elvis (gentilmente tradotto da Coffee)
"Quando siedo in cucina e' come se il tempo si fosse fermato...il suo spirito e' certamente qui.
Tupelo e' la città dove e' nato...Las Vegas quella che ha accolto le sue performance...Memphis quella dove rimarra'  per sempre!".

1961 - DENNIS HOPPER : " Quando Elvis Presley si presento' per la prima volta a Hollywood per fare un film, mi venne a trovare.
Aveva 21 anni ed era milionario. Aveva visto James Dean in 'Gioventu' Bruciata' e voleva sapere di piu' su Jimmy. Abbiamo parlato di film e mi chiese come fare per schiaffeggiare l'attrice che recitava con lui. Gli dissi:"Fai finta di dover colpire una mosca noiosa". Ma lui replico' "No, non posso picchiare una donna", e in quel momento si resi conto che non si trattava di trovare una motivazione. Elvis credeva che avrebbe dovuto colpire veramente la ragazza durante la scena!
"Doveva picchiare anche un altro attore - mi disse - ma era abbastanza in forma e avrebbe potuto farcela. Gli spiegai che nei film non si colpiva mai veramente qualcuno, si fingeva...
Elvis si arrabbio'. Penso' che lo stessi prendendo in giro, non poteva accettare il fatto di essere stato ingannato dai film per tutti questi anni!".

1962 - HAL B: WALLIS (che produsse la maggior parte dei suoi film) "Un film di Elvis Presley e' l'unica cosa sicura a Hollywood".

1963 - LITTLE RICHARD: "Quando sono uscite le mie prime canzoni non c'era nessun artista di colore in nessuna classifica radio Top 40. E ringrazio Dio per aver mandato Elvis ad aprire la porta che mi ha permesso di percorrere quella strada".

1964 - MUHAMMAD ALI' : "Elvis venne a Deer Lake dove si trovava il mio campo di allenamento. Mi disse che non voleva che ci disturbassero, che cercava pace e tranquillita' .
Non provo ammirazione per nessuno, ma Elvis Presley era l'uomo piu' dolce, umile e gentile che io abbia mai incontrato".

1966 - BUDDY HOLLY (l'attrice del film "Voglio sposarle tutte")
Senza Elvis nessuno di noi avrebbe potuto farcela".

1967 - FAN ANONIMA : "E' semplicemente un gran pezzo di frutta proibita".

1968 - (dopo lo special in TV Comeback ) GREIL MARCUS (critico) "La migliore musica della sua vita. Musica struggente per definizione, Non e' stato per niente facile quella sera e lui diede tutto ciò che aveva, anzi piu' di tutto cio' che gli altri pensavano avesse".

1968 - PHIL SPECTOR : " Lo hanno rovinato, avreste dovuto vederlo prima che lo montassero".

1968 - RENATA ADLER (critica del New York Times, in una recensione sul film "A tutto gas" : " In fondo e' solo un altro film di Elvis Presley, che non sfrutta assolutamente uno dei piu' talentuosi, importanti e intramontabili artisti del nostro tempo.
La musica, i giovani e i costumi erano stati cambiati radicalmente da Elvis Presley 12 anni prima, dai 26 film che fece dopo che canto' Heartbreack Hotel, non ci saremmo certo potuti immaginare una tale rivoluzione".

1968 - BOB HOPE :" Quando inizio' non sapeva scrivere "Tennessee". Adesso il Tennessee gli appartiene.

1969 - BOB DYLAN : "Non conosco nessuno della mia eta' che non abbia cantato in un momento o nell'altro come lui".

1972 - BRUCE SPRINGSTEEN : "Mi ricordo quando avevo 9 anni ed ero seduto davanti alla televisione,mia madre stava guardando "Ed Sullivan Show" e arrivo' Elvis. Ricordo che giusto in quel momento, la guardai e le dissi: "Voglio essere proprio cosi'"

1977 - BRUCE SPRINGSTEEN (dopo la morte di Elvis) : "Fu grande quanto l'ntera nazione stessa, fu grande quando l'ntero sogno. Ne incarno' proprio l'essenza e fu in combattimento mortale con essa. Nessuno prendera' il posto di quest'uomo. E' stato come se fosse venuto e avesse sussurrato qualche sogno nell'orecchio di ognuno, ed in un modo o nell'altro noi lo abbiamo sognato.
Ci sono stati molti uomini duri. Aveva piu' talento lui nella sua unghia del piede che la maggior parte di quelli, se non tutti, che oggi sono chiamati stelle.
Ci sono stati pretendenti. Ci sono stati contendenti. Ma c'e' stato un solo Re!".

1977 - (al Colonello Parker venne chiesto cosa pensava di fare ora che Elvis era morto)
"Continuera' a fargli da menager".
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JOHN LENON DISSE: " Un giorno feci ascoltare a Paul un disco di Elvis Presley.
"Noi potremmo fare di meglio" dichiaro' alla fine. Io non potevo crederci! Elvis era Elvis e non c'era nessun altro.
Quando Presley mori', John prese il primo aereo e volo' a Memphis e ai giornalisti che lo intervistarono dopo il funerale non volle dire niente. Disse solamente che Elvis era stato il piu' grande! ".
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By Snowbird


DICK CLARK - Succede raramente che il talento di un artista riesca a coinvolgere un'intera generazione. Ed e' ancora piu' raro che quella stessa influenza prenda parecchie generazioni. Elvis ha lasciato un segno, nel mondo della musica pop,mai eguagliato da nessun altro artista solista.

PHIL SPECTOR - Non avete idea di quanto fosse grande, non potete proprio averne un'idea. Non ne avete la capacita' , e' assolutamente impossibile. Non riesco a dirvi perche' lui sia cosi' grande, ma loe'. E' sensazionale.

AL GREEN - Elvis e' riuscito ad influenzare tutti con il suo modo di fare musica. E' stato lui a rompere il ghiaccio per tutti noi.

JACKIE WILSON - Molte persone hanno accusato Elvis di avere rubato la "black man's music", mentre invece quasi tutti i solisti (black solo entertainer) hanno copiato da Elvis il loro modo di fare spettacolo.

SENATORE AL GORE (in occasione della nomina a Vice Presidente alla Convenzione dei Democratici del 1992)
E' sempre stato il mio sogno andare al Madison Square Garden ed esibirmi prima di Elvis.

ELTON JHON - Puoi chiedere a chiunque. Se non fosse stato per Elvis, no so dove sarebbe la musica popolare. Fu lui quello che diede inizio a tutto. e, per me, fu certamente lui l'inizio di tutto.

ROY ORBISON - E' statao il primo in assoluto con il piu' grande talento mai esistito.

K.D LANG - Quando si esibiva nei suoi occhi c'era amore allo stato puro. Possedeva quella completa bellezza androgina. Quando avevo 12/13 anni imitavo Elvis allo specchio.

CLIFF RICHARD - Io devo la mia carriera ad Elvis, e l'intero ambiente della musica deve a lui il suo stile di vita.

FRANK SINATRA - (1977) Ci sono stati molti riconoscimenti per il talento ed i concerti di Elvis nel corso degli anni, per ognuno dei quali sono d'accordo con tutto il cuore. Mi manchera' intensamente come un amico. Era un uomo cordiale, premuroso e generoso.

JOHN LANDAU - C'e' qualcosa di magico nell'osservare un uomo che ha perduto se stesso ritrovare la strada di casa ....Cantava con il vigore che la gente non si aspetta piu' dai cantanti di rock.

BILL CLINTON - Sapete, Bush mi ha sempre paragonato ad Elvis con modi poco lusinghieri. Non penso che a Bush sarebbe piaciuto moltissimo Elvis, e questa e' proprio un'altra cosa sbagliata di lui.

BOB DYLAN - Quando ho ascoltato per la prima volta la voce di Elvis mi sono proprio reso conto che non stavo lavorando per nessuno, e che nessuno stava per diventare il mio capo...Ascoltarlo per la prima volta fu come evadere di prigione.
Il punto culminante della mia carriera? E' facile, Elvis che incide una delle mie canzoni.

CHER - Il primo concerto a cui ho assistito fu un concerto di Elvis quando avevo 11 anni. Persino a quella eta' mi ha fatto rendere conto dell'effetto che un artista puo' avere sul pubblico.

BRITNEY SPEARS - Penso che Elvis sia l'uomo piu' sexy che sia mai esistito sulla terra.

SHANIA TWAIN - Vuoi che ti descriva Elvis? WOW !

NATALIE WOOD - Quando ero a casa sua, ogni mattina mi svegliavo e guardavo dalla finestra , c'erano almeno duecento bambini fuori in fila sul marciapiede, che tenevano lo sguardo fisso sulla casa. Qualcuno di loro sarebbe rimasto la' tutto il giorno, cercando solo di cogliere un suo sguardo. E quando usciva lui era davvero dolce con tutti loro. Molte persone che conosco sarebbero state scortesi, o intolleranti, ma Elvis e' davvero dolce con i bambini, davvero affabile con loro. Trascorre tutto il tempo che puo', anche se questo lo stanca.

(continua)
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Re: Hanno detto di lui

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BOBBY DYLAN
Elvis fu un integratore, una benedizione. La gente non avrebbe mai accettato la "black music". Lui apri' le porte alla "black music".

LITTLE RICHARD
Elvis era un ragazzo di paese, ma il modo in cui l'hanno fatto vivere, non hanno mai spento l'aria condizionata. Hanno portato via tutta l'aria buona. Ti ammali per questo.

CHET ATKINS
Era bianco ma cantava come un nero. Non era socialmente accettabile per i ragazzi bianchi comprare dischi di musica nera a quel tempo. Elvis ha riempito un vuoto.

JOE COCKER
Oggigiorno Elvis e' il piu' grande cantante di blues del mondo.

PAT BOONE
Non c'e' modo di misurare il suo impatto sulla società o il vuoto che ha lasciato. Sara' sempre il Re del Rock and Roll.

ROD STEWART
Gente come me, Mick Jagger ed altri hanno davvero solo seguito le sue orme.

BING CROSBY
Quello che ha fatto e' diventato una parte di storia.

BUDDY HOLLY
Nessuno di noi l'avrebbe potuto fare senza Elvis.

MARK KNOPFLER
Elvis Presley fu una stupenda giovane persona, proprio, i cui dischi furono davvero grandiosi. Ma fondamentalmente il miglior materiale fatto da lui per la Sun Record. E poi s'impegno' con il Colonello Parker e ando' alla RCA e poi prese la strada per Hoollywood.

CARL PERKINS
Anche piu' tardi, quando la gente avrebbe riso per le sue basette e la sua giacca rosa e gli avrebbe dato dell' "effeminato" - lui aveva un modo abbabstanza duro di comportarsi. In qualche zona bande di moto sarebbero venute agli spettacoli. Sarebbero venute per infastidire Elvis, mal lui non si preoccupava mai di questo. Usciva e faceva quello che doveva fare e prima che lo spettacolo fosse finito, loro erano in fila per avere addirittura un autografo.

MARY TAYLOR MOORE
Io pensavo che chiunque fosse stato il centro di tutta quella follia per cosi' tanto tempo, avrebbe dovuto avere ancora qualcosa attaccata addosso. Ma, dopo aver lavorato nel film "Change of Habit" con lui, mi sono resa conto che non avevo mai lavorato con un uomo piu' raffinato e gentile. Lui e' magnifico.

MICK FLEETWOOD
Ero proprio un bambinetto ai primi passi quando sentii per la prima volta "Hound Dog". Ho imparato a suonare i tamburi ascoltandolo - battendo sui barattoli ascoltando i suoi dischi. Sono certo che il suo evidente effetto sulla cultura e sulla musica fu addirittura piu' grande in Inghilterra che negli Stati Uniti. C'u' davvero ancora gente, veramente fanatica di Elvis. Le notizie arrivano come una tonnellata di mattoni. Stavo ritornando dalla montagna e avevo la radio accesa. Stavano suonando un "medley" di Elvis ed io ho pensato "Grande". E poi ripresero con le notizie.

BB KING
Ricordo Elvis come un giovanotto che gironzolava negli studi ella Sun. Poi, seppi che questo ragazzo aveva un enorme talento. Era un giovane ragazzo dinamico. Il suo modo di parlare, il suo modo di affrontare una canzone, era unico come Sinatra. Ero un grandissimo fan, ed ho vissuto Elvis, non ci sarebbe stata fine alla sua creatività.

JIMMY SAVILLE
Dio doveva essere impaziente di avere un po' di Rock and Roll in Paradiso.

PAUL SIMON
La prima volta che ho ascoltato la sua musica, nel '54 o '55, ero in macchina e sentii l'annunciatore dire: "Ecco un ragazzo che, quando appare sul palcoscenico nel Sud, le ragazze gridano e si precipitano sul palco". Poi canto' "Taht's all right mama". Pensai che il suo nome fosse il piu' originale che avessi mai sentito. Pensai che era sicuramente un ragazzo negro. In seguito mi feci crescere i capelli come lui, imitai i suoi movimenti sul palco - una volta girai tutta New York per cercare una camicia color lavanda come quella che indossava in uno dei suoi albums. Mi sentivo meravigliosamente quando cantava "Bridge over trouble water" pensavo che ci fosse addirittura un tocco drammatico - ma cosi' era la canzone. Quando ascoltai per la prima volta Elvis inetrpretare "Bridge over trouble water" fu incredibile, ed io pensai fra di me, come diavolo posso competere con quello?".

LIBERACE
Un uomo veramente buono che non ha mai dimenticato i suoi amici o i suoi fans.

PAUL McCARTNEY
E' stata veramente un'emozione sedere con il Re. Voglio dire che e' sempre stato uno dei miei preferiti. Ho sempre saputo che comunque mi sentissi, ascoltare un disco di Elvis mi avrebbe reso felice. Ho sempre sognato di produrre un album per Elvis.

JOHN LENNON
C'era una sola persona negli Stati Uniti che desideravo incontrare da sempre....e che non era lui a voler incontrare noi.
E lo abbiamo incontrato la scorsa notte. Non riusciamo ad esprimere adesso quello che abbiamo provato. Lo abbiamo veramente idolatrato tanto.

JIM MORRISOM
Elvis e' sempre il migliore, il piu' originale. Ha dato inizio al "ball rolling" per tutti noi. Merita il riconoscimento.

JANICE JOPLIN
E' l'uomo per me!

GLEN CAMPBELL
Fu veramente incredibile a Las Vegas. Lo stavo prendendo in giro. Mi presento' e disse "Campbell, capisco che mi stai imitando. Voglio solo che tu sappia che sara' sempre una imitazione". Ed io risposi, "Non lo faro' piu', devo aumentare di peso prima". Lui rise ed il pubblico fece "Ooh, Hey, Boo".
Dissi "Non capite una battuta?" Ed Elvis disse, "Beh, quando verrai quaggiu' la prossima volta, io scendero' e mi siedero' nella fila davanti e leggero' il giornale ed interrompero' continuamente". Il pubblico rise ed io dissi "Elvis, se io cantassi bene come fai tu, non mi preoccuperei".

GEORGE BUSH
Voi uomini politici di Memphis fareste meglio a fare attenzione se Elvis Presley decidesse mai di entrare in politica.

RONALD REGAN
Rappresento' l'America, e per questo gli saremo eternamente grati. Non ci sara' mai nessun altro come lui. Divertiamoci tutti con la sua musica.

JIMMY CARTER
La morte di Elvis Presley priva il nostro paese di una parte di se'. La sua musica e la sua personalita', fondendo gli stili della parte bianca della nazione ed il rythm and blues nero, cambiarono definitivamente l'aspetto della cultura popolare americana. Il suo seguito fu enorme e, per la gente di tutto il mondo, fu il simbolo della vitalita' , ribellione e buon umore di questo paese. Esplose sulla scena piu' di venti anni fa con un impatto che fu senza precedenti e che probabilmente non sara' mai uguagliato.

MICK JAGGER
Nessuno, ma nessuno, e' uguale a lui, o lo sara'  mai. Lui e' stato ed e' il piu' grande.

CHUCK BERRY
I negri non avevano i capelli ondulati che aveva Elvis. Lui ha dato ciò che possedeva in modo eccellente. Non ci sono proprio parole per descriverlo. Elvis fu il più grande che sia mai esistito, che esiste o che mai esistera' .

LITTLE RICHARD
Elvis e' stato un dono divino, non c'e'¨ altra spiegazione. Un Messia viene ogni mille anni circa, ed Elvis lo fu quella volta.

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Snowbird
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Re: Hanno detto di lui

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19 dicembre - Rai 2
Il cantante inglese Shel Shapiro, durante un suo spettacolo in un Teatro, spiega la storia del Rock and Roll dagli Anni '50 in poi.
Vi racconto un pezzo che ho ascoltato e che mi ha fatto molto piacere.
"Mentre Jerry Lee Lewis incendiava il pianoforte con le sue note, a Memphis appariva un bellissimo ragazzo. Lineamenti perfetti, occhi blu. quasi una bellezza femminea, voce perfetta, trasudata sesso da tutti i pori con quel suo movimento del bacino.....ELVIS PRESLEY !!!!!!
Entro' prepotentemente nel cuore di tutti i giovani ed ebbe un successo immediato.
Ma nell'America bigotta e conformista di quegli anni, dove la famiglia viveva come "Nella Casa della Prateria", dagli adulti fu molto criticato".
Poi inizio' a cantare "Heartbreak Hotel" e il pubblico lo sommerse di applausi!


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Maili
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Re: Hanno detto di lui

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Ho visto anche io quel programma, si intitolava "...Sara' una bella societa'  " uno splendido omaggio alla musica che ha contrassegnato un'epoca e un'intera generazione e non solo, alla societa'  e agli avvenimenti piu' importanti... e un bellissimo piccolo omaggio anche al Re :smok:
Bravo Shel! :ok:

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