Sappiamo che Elvis pretendeva tantissimo dai batteristi, dai pianisti e anche dai bassisti. Gli arrangiamenti piu' importanti venivano fatti da lui insieme a Glen Hardin (appunto il pianista). Il palcoscenico di Las Vegas e' stato senza dubbio il luogo dove Elvis a sperimentato meggiormente in funzione anche dei suoi interminabili tour. L'idea di questo topic e' cercare di analizzare alcune delle canzoni piu' famose eseguite in diversi periodi della sua carriera (ovviamente esecuzioni live 8-) ). Per farlo ovviamente bisogna cercare alcuni video su youtube e essere gia' informati su quale versione cercare. Io ,avendo tantissime versioni di infinite canzoni, ho inziato a fare postare alcuni video su youtube per poi postarli qui nel nostro forum. Vi dico subito che non sono video eccellenti...questa volta la loro finalita' e' di far ascoltare il pezzo (e non vedere il pezzo). Purtroppo youtube e' privo di versioni rare (solitamente troviamo pochissime rarita' e tantissimi altri video ben noti). Qui possiamo tutti divertirci ad analizzare ogni singola nota di ogni versione
POLK SALAD ANNIE
Cominciamo forse dal pezzo piu' rockettaro e adrenalinico eseguito da Elvis. Polk salad e' ovviamente diventata leggenda. Scritta da Tony Joe White e' stato un successo nelle hit parade nell'estate 1969. Il piu' famoso pezzo dell'autore americano. Elvis incise altri due pezzi di White: For Ol' Time Sake e I Got A Thing About You Baby. Ma Polk Salad Annie resta la migliore in assoluto.
Elvis inizio' ad ascoltarla prima delle prove del secondo ingaggio per l'International Hotel di Las Vegas. Le prove per questo ingaggio inziarono circa una ventina di giorni prima dell'apertura (fissata per il 26 gennaio 1970). Il pezzo centrale degli arrangiamenti fu ovviamente il singolo di White.
Una volta iniziato l'ingaggio Elvis rinnovava il repertorio molto spesso durante le serate ma il pezzo centrale di tutti gli show era diventato Polk Salad Annie. Era bella per il ritmo, bella per le mosse con cui veniva arricchita da Elvis. Bella anche per l'arrangiamento fatto dal Re che ricalca lo stile funky dell'originale di White. L'orchestra guidata da Bobby Moars rispecchia la versione originale del singolo di White. Pure il batterista Bob Lanning e' perfetto. Elvis imita la tonalita' di Tony e inoltre riprende alcuni suoni strani con la voce. Secondo la critica, la migliore versione in assoluto del pezzo e' quella definitiva eseguita durante il febbraio 1970 (dico durante perche' in ogni concerto veniva eseguita sempre al meglio). Il monologo iniziale resta lo stesso di quello scritto da White anche nel momento in cui Elvis deve prenunciare "Polk Salad", la canzone viene leggermente fermata per dare spazio ad un piccolo cenno di mosse. Il bello di questa versione e' che Elvis non vuole lasciare andare il pezzo e lo riprende cantando "Ching Ching a Ching Ching". Ottima e' anche la scelta dell'interruzione del pezzo e la ripresa immediata sotto le note del basso di Jerry Sheff.
Il top di tutte le versioni e'quella del 17 febbraio 1970 (registrata anche da Felton Jarvis per il cd ELVIS- ON STAGE). Quasi cinque minuti di pure carica.
Elvis amava questa canzone e non aveva nessuna intenzione di abbandonarla. Anzi si concentra' ancora di piu' per modificare leggermente il ritmo. Nelle prove del That's The Way It Is dedico' moltissimo tempo a questa canzone. Il ritorno di Ronnie Tutt alla batteria fu l'elemento centrale di tutto l'arrangiamento. Era lui che riusciva a mettere in pratica il cambio di marcia che Elvis voleva imporre alla canzone. La differenza la sentiamo gia' nelle prove del 7 agosto all'International Hotel, ma la prova piu' significativa e' quella del concerto di apertura del 10 agosto 1970. La canzone ha un arrangiamento piu' "cattivo". Il basso di Jerry Sheff ha un volume leggermente piu' alto rispetto alle versioni passate ma e' fenomenale. Ronnie e Glen Hardin fanno il resto insieme a James Burton per accelerare il ritmo. Forse per l'emozione della prima sera (o forse semplicemente per la stanchezza), Elvis concluse prima la canzone. Non c'e' la ripresa, ma ci sono un sacco di mosse in piu'. E' lui che da il tempo alla batteria. Durante le serate successive l'arrangiamento venne limato ulteriormente fino ad arrivare al midnight show del 12 agosto dove (a mio avviso), Elvis esegui' la migliore versione di Polk (che poi e' il video che troviamo nel That's The Way It Is.
Quella che vi presento qui e' la versione dell'apertura. Si nota subito il cambiamento con l'esecuzione precedente.
Elvis si divertiva con questa canzone. Nel corso dello stesso ingaggio a Las Vegas, stravolse questa canzone. Ascoltando la versione qui sopra, si nota anche i colpi di batteria piu' accentuati quando Elvis dice "That's Polk Salad". Durante le serate successive Elvis si metteva a contare i colpi di batteria di Ronnie, fino a far diventare questa canzone uno stressante pezzo rock, ma sempre divertente.
Da qui in poi il pezzo non verra' mai abbandonato da Elvis (almeno fino a qualche settimana prima dell'Aloha). Nel 1971 torna a Las Vegas con lo stesso repertorio, senza nessun arrangiamento, con poca voglia di cantare ma con sempre Polk Salad nel taschino. La migliore versione forse del primo ingaggio (e forse di tutto l'anno) e' quella del dinner show del 27 gennaio. Molto cattiva e molto veloce. Il monologo iniziale scompare. La canzone viene velocizzata il doppio e le Sweet Inspirations si divertono a inventarsi cori davvero molto rockettari. E' forse una delle versione piu' cattive eseguite da Elvis. Bello e'pure il momento in cui la canzone viene interrotta per poi scivolare rapidamente nel finale.
Verso la fine del 1971 Elvis torno'a recitare il classico monologo e la canzone riprese i caratteri dell'agosto 1970. Questo accadde solo per poco tempo. L'intenzione di Elvis era di dedicarsi ad altre canzoni ma di non abbandonare mai questo pezzo (fra l'altro amatissimo del pubblico). Anche a causa dei primi problemi fisici, la canzone venne accorciata. Il monologo scomparve definitamente e con lui anche le classiche riprese a fine canzone. La prima rivoluzione avvenne nell'apertura di Las Vegas del 26 gennaio 1972. Le ulteriori modifiche avvennero pero' nel marzo 1972 (tra il 30 e il 31 del mese) durante le prove negli studi della RCA ad Hollywood per l'imminente tour che sarebbe iniziato il 4 aprile.
Dopo le prime due strofe viene introdotto l'assolo violento del basso di Jerry Sheff che rende ancora piu' cattivo il pezzo. La miglior versione e' quella del 9 aprile nel concerto dell'Hampton Roads.
Il periodo in cui Elvis abbandono' questa canzone fu il 1973. Per tutto questo anno Elvis non esegui' Polk Salad. Fu un anno molto piatto dal punto di vista musicale (se si esclude ovviamente i due concerti delle Hawaii). Il repertorio sia a Las Vegas che nei suoi tour era sempre lo stesso e forse si sentiva davvero la mancanza di un vero pezzo rock come era Polk.
Fu cosi' che Elvis (anche se non in formissima) torno' a riprendere questa canzone. Era il gennaio 1974 e tornava a cantare a Las Vegas dopo il suo ricoverò in ospedale dell'ottovre 1973. Quindi era un Elvis che cercava di riprendersi. Nella band c'era un componente nuovo: Duke Bardwell. Un buon bassista, anche se le sue qualita' non possono essere paragonate a quelle di Jerry Sheff. Con lui l'arrangiamento fu comunque molto interessante. Inanzitutto sembra che il ritmo sia a scatti. Una sorta di piccoli salti, accompagnati dalle note del basso di Duke. Come novità dopo la terza strofa, scompare l'assolo di basso (forse proprio per la mancanza di Jerry Sheff) e viene introdotto l'assolo di chitarra di James Burton sotto ai rullanti di Ronnie Tutt.
L'unica versione esistente di questo primo arrangiamento e' quella presente nell'FDT I Found My Thrill del 28 gennaio 1974 (sempre a Las Vegas).
Nel corso dell'anno 1974 Polk Salad Annie venne arrangiata ulteriormente. Il basso di Bardwell si addiceva sempre di piu' al tipo di novita' che vennero introdotte al pezzo. Durante il tour del giugno-luglio, venne aggiunto un elemento che poi avrebbe caratterizzato la canzone fino alla sua ultima esecuzione nel 1977. Dopo i primi accordi di James Burton insieme al basso e alla batteria viene fatta partire l'orchestra di Joe Guercio, in un bellissimo gioco di fiati che viene ripetuto due volte: all'inizio e dopo l'assolo di chiatarra di James (assolo che divenne parte stabile del pezzo).
Per motivi fisici, Elvis smise di cantare la canzone durante gli ultimi due mesi di lavoro del 1974 (settembre e ottobre). La riprese nel corso del 1975. Questa volta pero' al basso era tornato Jerry Sheff ed e' come se gli strumenti siano tornato ognuno al loro posto. Con Duke, sembrava che il basso (pur affascinante negli assoli) non fosse parte integrante dell'arrangiamento. Dava la sensazione di andare per un'altra strada rispetto a tutta l'orchestrazione. Jerry Sheff riusci' a ricomporre il tutto. L'unico problema era che la qualita' del suono durante la sua assenza era peggiorata. Era paggiorato anche il rapporto che Elvis aveva con la musica. Il volume del basso di Sheff era ora altissimo. Andava sopra a tutti gli strumenti; molte volte nelle varie registrazioni che ci sono in giro, sentiamo solo il basso e gli altri strumenti invece decorano semplicemente il pezzo.
C'e' pero' una versione che secondo me e' la piu' cattiva in assoluta. L'assolo dei fiati viene perfezionato e il basso (anche se molto alto come volume) non stona assolutamente. La versione in questione e' quella del dinner show del 13 dicembre 1975 all'Hotel Hilton.
Il finale del pezzo diventa sempre più lungo. A Elvis piaceva ci'. Il tamburello arricchisce il tutto: e' la ciliegina sulla torta. Anche durante il 1976 la canzone viene cantanta in gran parte dei concerti anche se non sempre. Le condizione di Elvis peggioravano di giorno in giorno e l'esecuzione di un pezzo del genere comportava uno spreco di energie e forze che lui cominciava a non avere piu'.
Nonostante questo un'altra perla arriva il 3 giugno 1976. Il video proviene da youtube ed e' davvero molto bello. L'audio è favoloso. Sentiamo ovviamente il tamburello che incalza sempre di piu' il ritmo. Il volume del basso di Sheff resta alto e la canzone non subisce sconvolgimenti importanti. Emerge un piccolo particolare che poi restera' inviariato fino alla fine. Verso la conclusione il ritmo rallenta violentemente lasciando in primo piano la chitarra di James insieme al coro delle Sweet.
Elvis non rinuncio' alla canzone neppure negli ultimi mesi della sua vita. Nonostante i suoi movimenti diventati quasi impercettibili l'arrangiamento che la TCB riesce a fare e' davvero impressionante. L'ultima registrazione che ci rimane e' quella del 23 aprile 1977 a Toledo. Elvis cantò Polk Salad solo altre pochissime volte: il 27 e il 30 aprile e poi la riprese il 26 maggio (l'ultima volta). L'arrangiamento e' piu' lento, ovviamente per consentire ad Elvis di stare al passo con la canzone. Anche se non puo' essere paragonata alla versione del febbraio 1970, sentiamo che Elvis da il massimo nella sua esecuzione. Spettacolare e' il momento in cui il ritmo rallenta e sentiamo la batteria di Ronnie in sottofondo insieme alla chitarra di James e al coro delle Sweet. Quello e' il punto centrale dell'ultimo arrangiamento fatto su questo pezzo.