Cast:
Elvis Presley: Dr. John Carpenter
Mary Tyler Moore: Sister Michelle Gallagher
Barbara McNair: Sister Irene Hawkins
Jane Elliot: Sister Barbara Bennett
Edward Asner: Lt. Moretti
Leora Dana: Mother Joseph
Regis Toomey: Father Gibbons
Diretto da:
William A. Graham
James A. Rosenberger (Ass't)
Distribuito da:
MCA / Universal Pictures
Data di uscita:
10 Novembre 1969
Ultimo film...titolo profetico: CHANGE OF HABIT .
Per la prima volta ci ritroviamo davanti un Elvis diverso dal solito. Non piu' impegnato in ruoli da "macho" e "sciupafemmine" come il bagnino, il pilota automobilistico, il pugile, o il soldato tornato dal militare...ma questa volta la veste e' cambiata (come anche suggerisce il titolo) eccolo nei panni di un medico che lavora in un piccolo ambulatorio di periferia e sta a contatto con persone di ceto sociale basso per la maggior parte di essi immigrati ( per lo piu' ispanici ). Quindi vediamo un Elvis coinvolto questa volta non piu' in feste, risse, occupato a risolvere i guai dei co-protagonisti con i debiti di gioco (tematica comune in molti suoi film) o a rimorchiare la bella ragazza di turno (altro leit-motiv )ma un Elvis impegnato nel sociale, impegnato a risolvere i " veri " problemi altrui.
Interessante il personaggio del Dott. Carpenter (al di la'che sia Elvis): un medico molto vicino alle "persone" intese come entita' a se stanti, come individui e non solo come pazienti. La sua qualita' e' quella di mettere a proprio agio i suoi pazienti affinche' si fidino di lui e, elemento indispensabile, ancor prima di curarli cerca innanzi tutto di capire il loro carattere, il loro "vissuto" e i loro bisogni primari...caratteristica che, a mio parere, tutti coloro che hanno a che fare con il rapporto con l'altro dovrebbero avere, e mi riferisco alle figure professionali come medici, psicologi, insegnanti, assistenti per l'infanzia e per gli anziani.
E' stupenda la scena in cui aiuta Amanda, una bambina che non è in grado di comunicare e socializzare con gli altri. In un primo tempo il Dott. Carpenter crede che soffra di una lieve sordita' ma, con l'aiuto e la collaborazione di Michelle scoprira che la bimba e' invece affetta da autismo.
Per quanto riguarda i dettagli tecnici, come scenografie e costumi, personalmente ho poche notazioni negative da fare.
Il film e' stato registrato a Los Angeles per quanto riguarda appunto le scene esterne, mentre per gli interni sono stati utilizzati gli Universal Studios. Per cui, finalmente gli esterni sono degni di essere chiamati tali poiche' la maggior parte dei film venivano registrati in studio salvo alcune eccezioni come " Blue Hawaii ", " Paradise Hawaiian Style ", " Girls! Girls! Girls! ", " Kid Galahad " e pochi altri. Finalmente non vediamo piu' Elvis senza che un minimo alito di vento gli scompigli i capelli ( che, a mio parere spettinato, sta anche meglio
Una piccola critica riguarda una scena a mio parere un po' "insensata" nei primi minuti del film. Infatti vediamo le tre giovani suore che attraversano la strada tutte composte e attente, in seguito entrano in un negozio in cui si tolgono gli abiti ecclesiali per indossare abiti femmminile e pettinarsi alla moda. Quando escono dal negozio, eccole di nuovo al semaforo, attraversare la strada incuranti del traffico ( e manca poco che un' auto le investa ) come se abbandonati gli abiti monacali avessero anche abbandonato il buon senso!!!!
Ok che, quando stanno per attraversare per la prima volta ancora vestite da suore, il poliziotto ferma il traffico e, con modi cortesi le fa attraversare, mentre nella scena seguente, sempre lo stesso poliziotto, vedendo tre giovani donne attraversare nel momento sbagliato e non sapendo che fossero le stesse suore che poco tempo prima avevano attraversato la strada, le grida di muoversi e di togliersi di mezzo la strada...privilegi da suore?
Costumi molto belli, tipica moda a cavallo fra gli anni '60 e gli anni '70: siamo in un momento di passaggio, in cui la moda non e' piu' un turbinio di colori sgarcianti e ipnotici tipica degli anni '60 ma allo stesso tempo nemmeno con la contrapposizione geometrica eccessiva di lunghezze e larghezze di quella della fine degli anni '70.
Qui Elvis e' bello come il sole
Le canzoni del film sono solamente quattro: " Change Of Habit " durante i titoli di testa, " Rubberneckin' " pochi minuti dopo l'inizio del film, " Have a Happy " e " Let Us Pray " in chiusura del film.
Elvis in questo film finalmente non canta una canzone dietro l'altra (non che mi dispiaccia, sia ben chiaro anzi, ma cio' va benissimo per tutti gli altri film che aveva registrato ma in questo preciso caso, data la sceneggiatura del film, un Elvis menestrello sarebbe stato onestamente fuori luogo
Concludendo, posso ritenerlo un film fatto veramente bene. Elvis ha dato prova di avere avuto grandi qualita' per poter interpretare ruoli piu' impegnativi rispetto a tutti quelli che fino ad allora aveva incarnato. Interessanti le tematiche affrontate, in cui finalmente i problemi non solo solamente legati alla conquista del gentil sesso. Con questo non e' mia intenzione sminuire gli altri film, che peraltro adoro (a parte alcune eccezioni ) ma solo "rivendicare" il fatto che Elvis sarebbe potuto essere impiegato in ruoli di un certo spessore. Tuttavia il film e' godibilissimo ( tra l'altro per chi ha abbastanza dimestichezza con la lingua inglese e' piuttosto comprensibile), per nulla pesante od eccessivamente triste, anzi, i momenti ironici non mancano affatto. La ragione per cui non sia mai stato doppiato in italiano mi e' oscura...non so' se ci sia stata una presunta sorta di censura ( la titubanza da parte di una figura religiosa nel prendere i voti ) o per il fatto che gli ultimi film di Elvis avessero incassato poco al botteghino...
Sara' per il fatto che aiutare gli altri e' una delle cose che piu' mi gratifica ( e nel mio piccolo cerco sempre di farlo), sara' perche', come ripeto, affronta delle tematiche tuttora molto attuali, come quello della poverta' , dell'immigrazione, dell'emarginazione sociale e della discriminazione che ritengo sia un vero peccato che non sia stato ancora distribuito in Italia...


